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Cronaca di un'adozione - Parte II



I sei mesi che ci hanno separato tra il primo ed il secondo viaggio sono stati terribili. Non riusciamo a liberare la nostra piccola Patty dalla sua prigionia. All’euforia iniziale, nella convinzione che saremmo tornati a riprendere la bambina dopo due mesi circa (come ci avevano fatto credere), è man mano subentrata lo scoramento per il tempo che trascorreva invano e senza alcuna notizia della nostra Patty. Dall’associazione le notizie erano sempre frammentarie e mai sincere, mai veritiere. Ci rassicuravano e ci blandivano ma a volte ci maltrattavano pure.

 

Prologo

Il Santo Natale del 2006, che pensavamo avremmo potuto trascorrere con la nostra bambina, fu il più brutto della nostra vita. Trascorse anche Capodanno 2007, Epifania e Carnevale, ma sempre senza alcuna notizia. La referente da Rostov non rispondeva neanche al telefono (per direttiva “aziendale”) se le chiamate giungevano dall’Italia. A metà febbraio, ormai delusi ed amareggiati, arriva la grande notizia. Era il pomeriggio del 12 febbraio quando giunge la telefonata dall’associazione, nella quale annuncia trionfalmente che partiremo per la Russia il 3 marzo. In questo lasso di tempo ferveranno i preparativi e lo spazio di tempo che ci separa ancora dalla nostra piccola si assottiglia sempre di più.

Venerdi 2.3.2007

Partiamo da Firenze con la nostra auto stracarica di bagagli alle 14.50, diretti a Roma. Giungiamo a casa di zio Benito alle 18.30 circa senza essere incappati nel traffico che invece si prevedeva. Parcheggiamo l’auto nel garage dello zio, ceniamo con una montagna di pasta e dopo le rituali chiacchiere tra parenti, alle 22.40 siamo a letto.

Sabato 3.3.2007

Finalmente il grande giorno è arrivato. Alle 4.30 siamo già svegli ad aspettare che suoni la tanto decantata sveglia di zio Benito, per non deluderlo. Colazione, abluzioni e preparativi vari ed alle 6.40 siamo in auto diretti alla Stazione FF.SS. Tuscolana, da dove alle 6.57 (mezzora prima di quello che avevamo previsto) prendiamo il trenino che ci conduce a Fiumicino, dove arriviamo alle 7.35 con congruo anticipo rispetto all’orario di partenza dell’aereo. Dentro l’aeroporto incontriamo Lello e Stefania, che partiranno con noi sullo stesso volo per Mosca, ed anche un’altra coppia al loro primo viaggio “della speranza”. L’aereo decolla alle 11.10 anziché alle 10.45 e dopo un volo tranquillo, atterriamo a Mosca alle 14.30 ora italiana (le 17.30 locali – da adesso l’orario indicato quello locale): piove e fa molto freddo (-2°). Svolgiamo le operazioni di dogana più in fretta del previsto ed all’uscita troviamo a daspettarci il marito di Tania, il quale ci “cucca” subito 200 euro a coppia per i visti d’ingresso (che avevamo già pagato, ma sappiamo che queste sono “mancette” che i referenti si concedono). Nella circostanza ci comunica che noi non ripartiremo per l’Italia il 30 marzo, come previsto, ma dopo qualche giorno, perché per loro i tempi sono “molto stretti”. Anche questa è una delle cose che, per quanto prevedibili, fanno montare in bestia, perché sono degli evidenti stratagemmi per fregarti ancora più soldi, ma dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco. Con la sua monovolume ci trasferisce al terminal dei voli nazionali e dopo una coda interminabile, facciamo il ceck-in alle 20 (circa 3 ore di attesa in un aeroporto squallido). Superato il ceck-in, attendiamo di essere imbarcati fino alle 21.30, ed alle 22.10 decolliamo verso Rostov. Lasciamo Mosca sotto una coltre di neve e dopo circa 2 ore e mezza di navigazione, atterriamo a Rostov sul Don, città nota, tra l’altro, per l’omonimo “mostro”, divoratore di donne e bambini. Giunti sani e salvi malgrado tutto, troviamo ad attenderci Irina, la quale ci porge subito una buona notizia: domani, anche se domenica, potremo andare all’orfanotrofio ed incontrare Patty. Fremiamo di gioia solo a pensarci. Irina ci comunica inoltre che l’udienza innanzi il locale tribunale è stata fissata per il lunedì 5.3.2007 alle ore 10. Quindi con la sua auto ci accompagna presso la nostra casa in affitto (più grande dell’altra dove siamo già stati l’anno scorso), le paghiamo 3000 euro e ci diamo appuntamento per il giorno successivo alle 9.45. Sistemiamo i nostri bagagli ed alle 2 siamo a letto, stravolti.

Domenica 4.3.2007

Ci svegliamo alle 7.45 circa, dopo aver trascorso una nottata tutto sommato tranquilla. Colazione, doccia, shampoo ed alle 9.50 siamo già in auto con Irina, diretti all’orfanotrofio. Quando arriviamo, aspettiamo qualche minuto e subito dopo arriva Patty che ci abbraccia felice, incredula quanto noi. E’ trascorso davvero tanto tempo da quando ci siamo lasciati in lacrime, e nessuno può immaginare quanta tristezza, quanta malinconia, quante preoccupazioni si siano disciolte in quel momento. Dalla conversazione con Irina e la direttrice dell’istituto, veniamo a sapere che il giudice del tribunale aveva disposto ulteriori ricerche sul passato di Patty (ci chiediamo il perché di queste ricerche dopo 5 anni di orfanotrofio!), dalle quali è emerso che la madre abbandonò la piccola appena nata affidandola ad una zingara, che la tenne per due giorni prima di consegnarla alla polizia dal momento che nessuno andava a riprenderla. Strano! Irina poi va via e ci dice che nel pomeriggio potremo ritornare all’istituto, contrariamente alle regole. Restiamo a giocare con la bimba fino alle 12 e poi torniamo a casa. Alle 15.50, dopo aver pranzato con pasta con olio e formaggio ed una arancia (tutte cose comprate al supermercato prima di tornare a casa peraltro sotto una pioggerellina fitta ma insistente), siamo nuovamente all’orfanotrofio. Quando ci consegnano Patty, contrariamente al solito, resta appiccicata alla mamma con cui gioca per quasi tutto il pomeriggio. Alle 18.15 la lasciamo e ci incamminiamo verso casa, passando da un altro market (vicino alla nostra abitazione dell’anno scorso), dove compriamo acqua e yogurth per Patty. Quando torniamo a casa siamo molto stanchi ma soddisfatti per il modo in cui la bambina (e questo lo temevamo) ci ha accolti e per come è andata la giornata. Ceniamo con una specie di sofficino fatti in padella e broccoletti lessi conditi con olio. Da oggi siamo finalmente a dieta…
Dopo cena guardiamo un po’ di TV e constatiamo, con estremo piacere, che è collegata ad un’antenna satellitare che ci consente di guardare i programmi italiani. Alle 22 io vado a letto e mi addormento all’istante. Mamma resta a vedere “paperissima” ed alle 23 si addormenta anche lei. Domani ci sarà l’udienza in Tribunale.

Lunedì 5.3.2007

Dopo una nottata un po’ disturbata dal pensiero dell’udienza, ci alziamo alle 8. Irina dovrebbe venirci a prendere alle 9.40 per andare in Tribunale e quando arriva siamo già pronti da un pezzo. Vestiti elegantemente perché questo si aspettano da noi, quando arriviamo in Tribunale troviamo le assistenti sociali. Una è Olga, dell’orfanotrofio, l’altra è del dipartimento dell’Istruzione. Conosciamo nella circostanza anche un’altra IRINA, che sarà la nostra interprete. Troviamo anche Lello e Stefania ansiosi come noi. Alle 10.10 inizia l’udienza ed il primo ad essere sentito sono proprio io. Mi rivolgono numerose domande, molte previste ed altre no, comunque me la cavo. Poi tocca a Mamma ed anche lei se la cava benissimo. Dalla relazione di Olga emerge, tra l’altro, che Patty è una bambina dal carattere molto forte, leader del gruppo nel quale è inserita all’orfanotrofio, innamorata del suo papà (io!). Ma emerge anche che la lunga attesa tra il primo ed il secondo viaggio non è dipeso dalle autorità russe, come l’associazione ci aveva fatto credere, ma dall’associazione stessa che, in vista della scadenza del loro screditamento, aveva iniziato molte più pratiche adottive di quelle che avrebbero dovuto, nell’evidente scopo di accrescere il loro business. Dopo circa un’ora di udienza, la corte (tutta composta da donne) si ritira per il verdetto ed al suo rientro, dopo una trepidante attesa, viene decretata l’adozione definitiva di Patty, che secondo la legge russa diverrà irrevocabile trascorsi 7 giorni. Ovviamente Mamma scoppia a piangere. Aspettiamo, chiaramente con impazienza, che finisca positivamente anche l’udienza di Lello e Stefania ed alle 14 siamo già a casa, accompagnati da Irina con la quale mi arrabbio notevolmente, anche se lei finge di cadere dalle nuvole. Durante il tragitto cambiamo 100 euro in rubli (3520).
Pranziamo ancora con pasta con olio e formaggio ed un’arancia ed aspettiamo che si facciano le 15.30 per tornare all’istituto. Tuttavia non rinuncio ad una mezz’oretta di sonnellino. Alle 15.30 ci incamminiamo verso l’istituto dove arriviamo puntuali come le solite due cambiali, perdendo anche tempo a comprare uno yogurth ad Patty. Trascorriamo tutto il pomeriggio con la nostra piccola selvaggia ed alle 18 ritorniamo verso casa, passando dal solito supermercato per una spesa più consistente, cui siamo costretti a rinunciare in parte perché non abbiamo rubli a sufficienza. Torniamo a casa e ceniamo con wurstel, patate fritte e birra: ci sembra, complice la rigida temperatura, di essere a Bressanone. Alle 22.30, dopo un po’ di televisione, andiamo a letto.

Martedì 6.3.2007

Dopo una nottata tranquilla, ci svegliamo alle 8 circa ed alle 9.30 usciamo per andare all’orfanotrofio. Irina non si è ancora sentita, probabilmente si è offesa per quello che le ho detto! Comunque quando arriviamo da Patty la troviamo con una gonnellina di jeans ed una maglietta rosa che le dona molto. Trascorre tutta la mattina a giocare con Mamma e con me ripete il nome di qualche animale in italiano. Mamma le fa provare alcuni indumenti che abbiamo portato e che le stanno benissimo. Alle 12 andiamo via, passiamo da un minimarket dove acquistiamo qualche genere alimentare, e torniamo a casa. Pranziamo con riso e lenticchie che abbiamo portato dall’Italia. Nel pomeriggio, dopo un breve sonnellino, ritorniamo da Patty ma non ci fanno stare nella solita stanza e ci fanno andare fuori. Patty, dapprima vestita come un confetto, viene cambiata per stare fuori al freddo. In giardino poi arrivano diversi bambini, i più piccoli, tutti armati con armi giocattolo che fanno una gran confusione. Alle 18 andiamo via e torniamo a casa, dove il mio mal di pancia, iniziato già nel pomeriggio aumenta al punto da indurmi a mangiare pastina con l’olio. Alle 22.30 andiamo a letto (Mamma più tardi, come al solito!).

Mercoledì 7.3.2007

Dopo una nottata infame, a causa del mio mal di pancia, ci prepariamo ed usciamo pe arrivare all’istituto alle 10, dove è pronta una pietosa recita in occasione della Festa della Donna di domani, da parte di tutti i bambini ed alla quale ci permettono di assistere, che finisce alle 11 circa. Anche Patty vi partecipa ma in maniera poco convinta. Quindi rimaniamo con lei che gioca per tutto il tempo con la mamma. Prima di tornare a casa passiamo dal solito supermercato dove compriamo quello che ci serve anche per domani perché sarà festa. L’8 marzo infatti, Festa della Donna, qui è festa per tutti. Mentre torniamo a casa ci telefona Irina la quale ci comunica che proprio in ragione di questa festa non potremo andare a trovare Patty né oggi pomeriggio né domani. Quindi restiamo a casa ed io ne approfitto, dopo pranzo, per un lungo riposo. Malgrado l’enterogermina, il mio mal di pancia, seppur ridotto, non si è ancora placato. Stamattina, in nostra assenza, sono pure finalmente venuti a fare le pulizie. In verità noi sospettiamo che sia la stessa Irina a farle, per risparmiare e guadagnarci di più sul costo dell’appartamento. Nel pomeriggio stiamo tutto il tempo a vedere la TV ed a fare una battaglia navale, come si faceva a scuola. A cena mangiamo due pezzetti di merluzzo lesso con pane, formaggio e formaggino. Dopo cena guardiamo ancora la TV ed alle 23 ci mettiamo a dormire. Forse anche a causa del nervosismo, il mal di pancia è ancora lì.

Giovedì 8.3.2007

Mi sveglio alle 6.30, vado in bagno e rimetto a letto per svegliarmi alle 9, doccia, colazione ed alle 10.30 usciamo. Percorriamo tutta la zona pedonale che conduce quasi al Don, alla ricerca di un centro commerciale di cui ci hanno parlato e dove forse vendono il latte della Parmalat, dal momento che quello russo è acido. Dopo un paio di tentativi e circa 3,5 km di strada a piedi, riusciamo a trovarlo, ma manca proprio il latte. In compenso compriamo altre cose tra cui un pollo intero che farò a pezzi a casa, recuperando il petto da fare a fettine e che piace a Mamma. Alle 12.10 ci incamminiamo verso casa dove arriviamo dopo 40 minuti di passo buono malgrado il peso dei sacchetti della spesa. A casa mi metto a tranciare il pollo con mezzi di fortuna e ad un certo punto mi trafiggo il dito indice della mano sinistra: un taglio netto da almeno tre punti di sutura. Perdo molto sangue e perfino impallidisco per la preoccupazione (dove andare?, chi chiamare?). Dopo circa 30 minuti di emorragia, il sangue smette di uscire copioso e riesco a medicare il dito alla meno peggio. Pranziamo con orecchiette e broccoletti lessi e quindi, come sempre, TV e sonnellino. Trascorre così tutto il pomeriggio e la sera ceniamo con il pollo al forno e patatine. Ancora TV ed a mezzanotte a letto.

Venerdi 9.3.2007

Sveglia alle 8 dopo una nottata poco tranquilla. Alle 9.30 ci incamminiamo verso l’istituto. Il tempo è grigio come sempre. Tuttavia stamattina ci pesa meno camminare perché evidentemente la pausa di ieri è servita a farci riprendere. Alle 10 precise siamo da Patty la quale stamattina è particolarmente agitata, tanto che dobbiamo faticare per farla stare seduta a guardare il libro delle figure. Tra una cosa e l’altra, alle 11.20 arriva Irina che scatta la foto per il passaporto della bambina e poi va via. Alle 12 andiamo via anche noi, notando che l’auto di Irina è ancora parcheggiata nei pressi dell’orfanotrofio. La cosa è strana, evidentemente si è fermata a complottare con la direttrice dell’istituto. Alle 12.50, dopo aver acquistato le sigarette, siamo a casa dove pranziamo con pasta e piselli. Quindi riposino pomeridiano di pochi minuti. Alle 15.30 siamo nuovamente in strada diretti all’orfanotrofio dove arriviamo alle 16.05. La piccola peste si fa subito viva ed insieme andiamo nella solita stanza, dove come al solito fa alcuni capricci prima di fare qualche esercizio di italiano. Sotto minaccia di rinunciare allo yogurth, cede seppur controvoglia. Tra una capriola e qualche sculacciata di nascosto dalle badanti, si fanno le 17.50 e ci fanno andare via. Prima di rientrare a casa passiamo a prendere l’acqua ed un po’ di frutta. Alle 20.30 ceniamo con la pizza surgelata e dopo la TV ce ne andiamo a letto. Il mio dito sembra guarire in fretta, già non mi fa più male.

Sabato 10.3.2007

Sveglia alla solita ora e tutto come al solito. Quando arriviamo all’istituto sono le 10 ma anziché farci stare nella solita stanza, ci mandano fuori con la bambina, malgrado il freddo. Il tempo è sempre stato uggioso e spesso piovoso, da quando siamo arrivati. E’ tristissimo. Patty sembra più irrequieta del solito, non ubbidisce e fa molti capricci per qualunque cosa. Alle 11 tentiamo di rientrare ma siccome, lo capiamo da soli, hanno appena fatto le pulizie (mai viste fare prima), rimaniamo nell’anticamera dell’aula della bambina seduti su un divanetto, mentre Patty fa l’agitata con un altro bambino. Alle 12 andiamo via ed a casa pranziamo con pasta al pomodoro (concentrato) che mi fa venire mal di pancia. Mi metto a letto ma sono troppo disturbato e vorrei non essere costretto ad uscire nuovamente di casa. Alle 15.30, con notevole sforzo, riesco ad alzarmi dal letto e ci incamminiamo verso l’orfanotrofio. Quando arriviamo, vediamo che Patty si sta appena alzando dal letto dicendo che le fa male la testa. La sua tata la fa accompagnare in infermeria dove le misurano la temperatura che risulta normale. Noi siamo ovviamente preoccupati, anche perché Patty rifiuta palesemente la nostra vicinanza ed il nostro contatto. Una delle due infermiere le fa prendere una pasticca con dell’acqua. Neanche la vista della banana di cui è ghiotta o delle caramelle sembra farla riprendere finchè non arriva la badante di nome LARA, la quale capisce subito che si tratta di un finto malessere. Dopo un aspro rimprovero, la bimba cambia atteggiamento ed eseguendo veri e propri ordini di Lara, si avvicina a noi ridandoci confidenza e mangiando la sua banana. In pratica, forse per essere al centro dell’attenzione, Patty aveva “marcato visita”. Finita la pantomima, scendiamo giù e Lara ci fa vedere la camerata dove dorme Patty (una stanza con 10 letti a castello per 20 bambini), dove facciamo alcune foto, restando a chiacchierare anche con un ragazzo russo che visitava l’orfanotrofio. In tutto questo tempo l’atteggiamento di Patty era ritornato ad essere scostante, tanto da indurre Lara a raccomandarsi più volte di essere sempre molto severi con lei, altrimenti saremmo rimasti sopraffatti dai suoi capricci. In effetti l’esperienza di oggi sembra confermare quanto in più circostanze ci era stato anticipato, ovverosia che la bambina tende a metterci alla prova per valutare quanto sia in grado di dominarci, o di essere dominata. Alle 18, un po’ amareggiati da questa realtà, andiamo via. Aspettando l’ora di cena, che stasera prevede minestrone, giochiamo alla battaglia navale dove straccio Mamma. Dal momento che domani non possiamo andare da Patty perché domenica, facciamo più tardi del solito davanti la TV, trascorrendo tutta la serata in compagnia di Jerry Scotti, prima guardando il programma “chi vuol essere milionario” e poi “La Corrida”. All’1.10 andiamo a letto.

Domenica 11.3.2007

Dopo una nottata tranquilla, ci alziamo per le 9. Alle 10.30 circa usciamo ed andiamo a fare la spesa, anche perché oggi vengono Lello e Stefania a pranzo. Torniamo a casa per le 12 ed alle 12.30 esco nuovamente per andarli a prendere al posto convenuto per guidarli fino a casa. Pranziamo con pasta al pomodoro e pollo al forno con patatine. Il dolce lo portano loro e ci accorgeremo che anche i dolci sono preparati con latte acido: uno schifo!. Mentre stiamo per metterci a tavola, ecco che arriva Irina con due operai per montare l’armadio che avevamo tanto reclamato. Questi due operai della mutua ci mettono 4 ore (dalle 13 ale 17) per montarlo (non è un 4 stagioni, è un armadio a 2 ante semplicissimo da montare, ma sono degli incapaci!). Noi ovviamente nel frattempo finiamo di mangiare e restiamo a chiacchierare guardando foto e filmati di Vladimir (il loro bimbo). Alle 18 anche Lello e Stefania se ne vanno e noi cominciamo a prepararci un sano e dietetico minestrone. Il pomeriggio viene piacevolmente coronato dal 2-1 dell’Inter nel derby con il Milan. Alle 21 ceniamo, guardiamo un po’ di tv e quindi a nanna.

Lunedì 12.3.2007

Sveglia alle 7.30, cioè prima del solito. Alle 9.30 usciamo per andare all’istituto dove arriviamo alle 10 circa. Appena arrivati, Patty inizia a fare i capricci e si mostra intrattabile, tanto che per darle una lezione decidiamo di andare via. Ciò malgrado, la bambina appare indifferente, e quando su consiglio di Irina, cui telefoniamo subito, torniamo a prenderla, malgrado ci accolga con qualche abbraccio, rimane con un atteggiamento di quasi totale distacco. Dato il suo atteggiamento capriccioso e scostante, ad un certo punto la obbligo a rimanere seduta e ferma sul divano. Ad un certo punto, certamente avvertita da Irina, sopraggiunge OLGA (l’assistente sociale), che la porta via. Quando tornano, Patty è con la “coda tra le gambe”, in quanto rimproverata sia da Olga che dalla direttrice, e ci chiede scusa piangendo ed abbracciando la mamma. Capiremo solo in seguito a cosa è dovuto questo atteggiamento di rifiuto. Alle 12 andiamo via e torniamo a casa mentre comincia a piovere (la pausa è durata una settimana, anche se il tempo è sempre stato brutto ed uggioso). Mentre io acquisto acqua e sigarette, Mamma telefona ad Irina cui racconta l’episodio. Pranziamo con riso e piselli e mi metto a letto. Alle 15 telefona nuovamente IRINA la quale, dopo averne parlato con l’assistente sociale, ci consiglia di non andare a trovare la bambina nel pomeriggio e neanche l’indomani mattina, a suo dire per impartirle una lezione. Il divieto perdurerà per tutto la rimanenza del soggiorno. Quindi rimaniamo in casa tutto il pomeriggio tra settimana enigmistica e TV. Alle 21 ceniamo con wurstel e patatine fritte, accompagnate dalla birra che è l’unica cosa che rimpiango della Russia.

Martedì 13.3.207

Sveglia alle 8.30 circa. Poiché non dobbiamo andare a trovare la bambina, Mamma si dedica alle pulizie di casa sostituendosi alla domestica che, seppur pagata, quasi mai ha fatto, mentre io ne approfitto per fare un prolungato bagno nella micro vasca che abbiamo a disposizione. Trascorre così la mattinata e preparo anche il pranzo (sugo con il tonno), pranzo poi alle 13 in punto. Riposino fino alle 15.20 per uscire dopo 10 minuti dirigendoci all’istituto.. Quando arriviamo Patty sembra accoglierci per bene, ma si vede che è frutto dei rimproveri ricevuti. Tuttavia il pomeriggio scorre tranquillo ed Patty sembra essere tornata (più o meno) ubbidiente, ance se si busca qualche sculaccione di nascosto. Torniamo a casa e mi piazzo ai fornelli preparando dei crostini con formaggio alle noci, fish-hamburger e cavolfiori lessi. Dopo cena restiamo a guardare Gerry Scotti prima e Flavio Insinua dopo (benedetta TV satellitare!). Alle 23.20 andiamo a letto.

Mercoledì 14.3.2007

Mi sveglio alle 7.30: finalmente è la prima bella giornata di sole. Poco dopo anche Mamma si alza ed inizia la nostra giornata. Oggi abbiamo deciso di andare sia al mattino che al pomeriggio da Patty. Quando arriviamo sono le 10 e la bimba ci accoglie con gioia. Riteniamo che il suo atteggiamento dei giorni scorsi era per metterci alla prova. Andiamo a fare qualche compitino nella stanza dei giochi e poco dopo arriva una coppia di americani che devono adottare un bambino, insieme alla loro interprete. Poco dopo arriva anche Olga insieme ad un paio di burocrati russi che hanno l’aspetto di chi deve riscuotere denaro. Mentre noi restiamo per i fatti nostri, pur scambiando qualche parola con la coppia americana, capiamo che il bambino che stanno per adottare lo avevano già conosciuto a dicembre. Tuttavia dai libroni con le foto di altri bambini che Olga mostra ai due americani, comprendiamo che è in corso la compravendita di un altro bambino. E’ palese che Olga è infastidita dalla nostra presenza. Alle 12 ce ne torniamo a casa facendo una tranquilla passeggiata al sole. Alle 13 pranziamo e dopo l’ovvio pisolino pomeridiano, alle 15.30 ci dirigiamo nuovamente verso l’orfanotrofio. Stiamo con Patty tutto il pomeriggio e la nostra bimba si comporta benissimo. Anche i suoi piccoli capricci sono quelli normali per una bambina di ormai 6 anni. Andiamo via alla solita ora ed alle 20 ci mettiamo a tavola. Dopo la TV, alle 23.30 andiamo a letto.

Giovedì 15.3.2007

Ci svegliamo alle 8.30 con calma, perché ieri sera prima di andare a letto Irina ci ha telefonato dicendo che stamattina non saremmo potuti andare all’orfanotrofio perché c’erano altre coppie. E’ evidente che si tratta degli americani che devono concludere l’accordo e non vogliono testimoni tra i piedi. Quindi verso le 10 usciamo per cambiare 100 euro e fare la spesa. Il cambio non si rivela cosa facile e solo dopo aver camminato per alcuni chilometri, troviamo una banca disposta a cambiare senza spennarci troppo (1 euro = 34,30 rubli). Quindi andiamo a fare la spesa e ne spendiamo quasi mille, ma siamo a posto per qualche giorno. Mentre siamo al supermercato, telefona Irina che intende riscuotere la prima parte dell’affitto (1.100 euro per i primi 10 giorni). Nella circostanza, ci conferma la difficoltà già anticipata qualche giorno prima, per ottenere un documento necessario prima della nostra partenza. Torniamo a casa credendo che arrivi Irina a prendersi la mazzetta dell’affitto, ma invano. Pranziamo (pasta al sugo e wurstel con funghi) e Mamma va a letto con il mal di testa. Quando usciamo, alle 15.30, per fortuna è però passato. All’istituto la bambina ci accoglie con gioia Poco dopo arriva Irina che si cucca i 1.110 euro (i soldi li portiamo sempre con noi!) e se ne va. Nella stanza dei giochi restiamo insieme alla coppia di americani già conosciuti ed il loro bambino gioca con Patty, ai quali scattiamo qualche foto. Alle 18 andiamo via, a casa ceniamo alle 20.15 con minestrone e crostini di pane al formaggio. Alle 21 telefona Irina annunciandoci che domattina andremo all’anagrafe per quel documento mancante. Restiamo a guardare la TV fino alle 00.30 e poi a nanna.

Venerdi 16.3.2007

Sveglia alle 8.30. Oggi è molto nuvoloso e fa freddo. Alle 10 va via l’energia elettrica e restiamo con le lenticchie a ¾ di cottura, dal momento che i nostri fornelli sono solo elettrici. Questa interruzione di energia elettrica segue quella dell’acqua di ieri sera. Alle 10.30 andiamo a comprare acqua, birra e sigarette e torniamo a casa, aspettando Irina che non arriva. Alle 13 la rompiballe telefona dicendo che all’anagrafe si andrà domattina. Dopo pranzo manco il solito pisolino (forse sono agitato) ed alle 15.30 usciamo per andare all’orfanotrofio. Quando arriviamo la stanza dove di solito si trova il gruppo dei bambini di Patty è deserta. Dopo qualche minuto una delle badanti ci fa cenno di entrare perché i bambini stanno ancora dormendo. Entriamo nel dormitorio e troviamo Patty ancora addormentata come un angioletto, nel più basso di un letto a castello. Scatto qualche foto e la bimba si sveglia, così come molti altri dei bambini che ronfavano. Quando Patty si sveglia, forse perché sorpresa, non appare per niente socievole (questa è una caratteristica che le rimarrà a lungo…). Mentre aspettiamo che i bambini si preparino, incontriamo LARA la quale dopo aver visto anche Patty, la riempie di caramelle che non le fanno certo tanto bene. Saliamo nella solita stanza dei giochi e dopo aver rintuzzato qualche capriccio, riusciamo a convincerla a fare qualche compitino. Tutto il pomeriggio trascorre piacevolmente giocando ed ascoltando la musica del mio lettore MP3 che Patty mostra di gradire notevolmente. Alle 18 andiamo via e torniamo a casa facendo una tranquilla passeggiata. Stasera si prepara il pollo al forno con le patatine. Alle 20.30 ceniamo e poi guardiamo la TV con “Scherzi a Parte”. Alle 00.15 siamo a letto.

Sabato 17.3.2007

Sveglia alle 7.30. La giornata è bella ma peggiorerà in tarda mattinata. Aspettiamo che ci telefoni IRINA per andare all’anagrafe ma quando chiama, alle 10.40, accampa delle scuse e non viene. Pranziamo ed alle 13 telefona di nuovo, affermando che stavolta il documento è pronto e ci verrà a prendere alle 14 per andare all’anagrafe con i Casalino. Naturalmente, anche stavolta di soli 10 minuti, arriva in ritardo. Con la sua auto andiamo a prendere i Casalino e ci rechiamo al comune, dove è in corso la cerimonia di un matrimonio civile. Aspettiamo fino alle 14.40 finchè non arriva l’impiegata che ci consegna i certificati di adozione, avvenimento che immortaliamo con delle foto. Poi Irina ci accompagna a casa e scappiamo verso l’istituto dove arriviamo alle 16.10. Patty ci accoglie con gioia e trascorriamo le due ore consentite facendo dei puzzles, qualche compitino e la merenda. In queste due ore la piccola non fa altro che scambiare effusioni con la mamma, tutto il contrario del brutto sabato precedente. Torniamo a casa alle 18.45 , guardiamo un po’ di TV prima di cenare con pizza congelata e pane abbrustolito (la pizza fa schifo!) e quindi ci dedichiamo alla “Corrida” che guardiamo fino all’una.

Mercoledì 21.3.2007

Ci svegliamo alle 8.30 circa e dopo colazione andiamo a fare la spesa. Pensavamo di non dover più fare spesa grossa ma abbiamo dato fondo alle provviste. Speriamo che questa sia davvero l’ultima volta a Rostov. Compriamo solo quello che ci può servire fino a domenica calcolando pranzi e cene che ci separano dalla partenza. Alle 12.30 arriva Irina che porta le lenzuola per il cambio biancheria. Alle 13.30 pranziamo con riso e piselli e quindi relax fino alle 15.30. Anche oggi, come ieri, è una bella giornata anche se molto ventosa. Comunque la temperatura si è alzata, sarà che oggi è San Benny ed è arrivata la primavera? Alle 16 siamo all’istituto e facciamo alcune foto ai bambini del gruppo di Patty, che spero le serviranno quando sarà più grande ed avrà desiderio di ricordare. Oggi l’approccio non va tanto bene, ma evidentemente quando si sveglia il suo umore non è dei migliori. Poi però si tranquillizza, fa i suoi compitini che le assegniamo ogni pomeriggio molto tranquillamente e diventa socievole. Alle 18 ce ne andiamo e passiamo a comprare acqua e sigarette. Prima delle 19 siamo già a casa e facendo parole crociate, aspettiamo l’ora di cena, che stasera prevede wurstel con patatine e pane abbrustolito. Dopo la TV, andiamo a letto.

Giovedì 22.3.2007

Sveglia alle 8.30 con un brutto raffreddore che spero non si tramuti in influenza. Attingo alla farmacia portata fin qui dall’Italia e resto a letto tutta la mattinata. Alle 13 pranziamo con sugo al tonno e riesco anche a dormire un’oretta grazie all’aspirina. Alle 15.30 usciamo per andare dalla nostra pipetta, ed anche se ormai da tempo ci fanno andare solo al pomeriggio, diventa sempre più duro affrontare la lunga passeggiata che ci separa dall’orfanotrofio. E’ ancora più duro riuscire ad entrarci, dentro l’orfanotrofio, dove si avverte un’atmosfera pesante, di tristezza, di profonda incertezza. Poveri i bambini costretti a crescerci dentro, senza poterne quasi mai uscire… E non è solo l’atmosfera che si respira, ma proprio la puzza che ne pervade tutti i locali. E’ proprio puzza di sporco, originata senza dubbio anche dai cani sudici e luridi che entrano ed escono a loro piacimento, sicuramente anche portatori di parassiti. Facendo anche stavolta uno sforzo, soprattutto al pensiero che ormai sta per finire questa infame esperienza, entriamo ed aspettiamo che arrivi Patty. Dapprima si fa un po’ desiderare, poi riprende confidenza e seppur con qualche difficoltà, tra un rimprovero e l’altro, riesce a completare qualche compitino prima di fare merenda con yogurth e succo di frutta. Alle 18 andiamo via e tornando a casa, ci rendiamo conto che è ancora giorno, segno inequivocabile che la primavera è davvero arrivata. Come in tutti i momenti bui, alla fine arriva la luce… A rovinare questa sensazione c’è però un forte vento che spazza via. A casa ceniamo verso le 20 con minestrone e pane abbrustolito e concludiamo davanti la TV con quelli che in Italia sono i programmi pomeridiani. Guardiamo anche “Un medico in famiglia” con Lino Banfi ma ad un certo punto sonno e stanchezza l’avranno vinta. A mezzanotte da poco trascorsa stiamo già dormendo.

Domenica 18.3.2007

Sveglia alle 9 o quasi. Oggi è una brutta giornata fredda e piovosa. Contrariamente a quanto concordato con i Casalino, decidiamo di rimanere a casa. Stravinco alla battaglia navale con Mamma ed alle 13 pranziamo con sugo ai funghi, quindi un pisolino. Alle 17 usciamo per andare a fare la spesa al solito market, sperando che sia l’ultima volta a Rostov. Tornati a casa, dopo un po’ di TV preparo wurstel, patatine e pane abbrustolito. Alle 00.15 siamo a letto: anche questa 3a domenica è passata!

Lunedi 19.3.2007

Sveglia quasi alle 9, la giornata è grigia ma migliorerà notevolmente in tarda mattinata. Comincia oggi l’ultima (speriamo) settimana a Rostov. Non potendo andare da Patty al mattino, restiamo a casa a guardare la TV e facendo parole crociate. Alle 13 pranziamo con pasta al sugo con i funghi avanzato ieri e frutta, ed aspettiamo che si facciano le 15.30, allorché ci incamminiamo verso l’orfanotrofio. Quando arriviamo, Patty ci accoglie molto bene, facciamo dei puzzles e qualche compitino ed il tempo sembra passare in fretta. Tuttavia alle 17.40 arriva la badante culona e grassona che deve strimpellare al pianoforte, facendomi capire che dobbiamo portare fuori in giardino la bambina perché lei deve suonare. La cosa mi fa imbestialire, perché fuori fa freddo e Patty ha la tosse e quindi, grazie più che altro al mio tono più che risoluto che non alle mie parole in mezzo italiano e mezzo inglese, accompagnate da una sequela di NIET, la russa stronza capisce e se ne va. Alle 18, infine, ce ne andiamo anche noi. Tornati a casa, aspettiamo l’ora di cena e ceniamo con merluzzo lesso con contorno di broccoletti lessi e pane abbrustolito. Quindi TV con “Il Milionario”, “Affari Tuoi” ed “Il Mistero di Arianna” che finisce molto tardi.

Martedi 20.3.2007

Ci svegliamo molto tardi, anzi, ci alziamo molto tardi dopo una nottata molto agitata. Alle 11.15 telefona Irina comunicandoci che il certificato di nascita di Patty è già pronto e possiamo andare a prenderlo. Dopo 15 minuti viene a prenderci. Ci fa girare con la sua auto per 20 minuti per raggiungere l’ufficio dell’anagrafe, ma quando arriviamo ci rendiamo conto che è poche decine di metri distante da supermercato dove noi andiamo a fare la spesa a piedi! Preso il certificato andiamo all’agenzia di viaggi dove facciamo il biglietto aereo per Mosca per la bambina. Fatto questo, al costo di 3.025 rubli (circa 90 euro), Irina ci riaccompagna a casa. Durante il viaggio chiacchieriamo sulle origini della bambina ed Irina ci racconta una versione diversa da quella narrata quando conoscemmo Patty. Pare infatti che Patty fu lasciata dalla madre ad una zingara, dicendole che l’avrebbe ripresa presto. La zingara la tenne per qualche giorno e dal momento che della madre non ebbe più notizie, la consegnò alla polizia. Sul suo cognome non si sa se sia inventato od abbia un fondamento. La vicenda è stata recente oggetto d’indagini (immagino quali!) da parte di Irina ed Olga, pare su ordine del Tribunale di Rostov.
Naturalmente non ci è dato sapere quanto vero ci sia in questo racconto, dal momento che le menzogne di Irina sono ormai un fatto certo. L’unica cosa certa sembra essere tuttavia la data di nascita. Quando torniamo a casa, mi metto ai fornelli e preparo sugo con il tonno. L’alimentazione è, purtroppo, alquanto monotona, la fare acquisti al supermercato che espone i prodotti in cirillico, assicuro non sia cosa facile. Alle 13.30 pranziamo e dopo un brevissimo riposino, alle 15.30 usciamo per andare all’orfanotrofio. Quando arriviamo, Patty è affettuosa come negli ultimi giorni, forse perché anche lei avverte l’ormai prossima partenza. Nella solita stanza dei giochi riesce a completare solo un puzzle da 54 pezzi e fa merenda con il solito yogurth ed il succo di frutta. Riesce anche a completare qualche compitino e dopo la merenda proviamo a farle lavare i denti, che sono pieni di tartaro grazie alla quantità di caramelle che le badanti dispensano per tener buoni i bambini. Constatiamo tuttavia che Patty è abituata a maneggiare lo spazzolino, ma sapremo solo in seguito che all’orfanotrofio non distribuiscono dentifricio. Dopo aver fatto anche qualche foto, Patty va a fare la pipì e contrariamente alla volta precedente, non mi caccia via dal bagno e mi da perfino un bacio. Alle 18 andiamo via ed a casa ceniamo con pollo al forno, patatine fritte ed infine TV fino alle 00.15.

Venerdi 23.3.2007

Ci svegliamo verso le 8.30. A causa del fortissimo raffreddore malgrado le aspirine, ho trascorso una pessima nottata. Per fortuna nel corso della mattinata i sintomi cominciano a calmarsi tanto da permettermi di uscire, verso le 11, per andare a comprare acqua e birra, quest’ultima indispensabile per la pizza che abbiamo previsto per questa sera. A pranzo invece mangiamo riso con verdure passate in padella, una specie di paella senza pesce, un prodotto surgelato acquistato al supermercato. Alle 15.30 poi usciamo per andare all’orfanotrofio e quando arriviamo Patty sembra più socievole del solito. Quando arriviamo incontriamo OLGA, alla quale faccio capire che in vista della partenza di lunedì mattina, vorremmo portare con noi a casa la bambina già da domenica, per consentirci di prepararci per tempo e di aver tutto pronto per il viaggio di ritorno a Mosca. A questa richiesta Olga faceva capire che l’eventuale autorizzazione a fare uscire la bambina dall’istituto dipendeva da IRINA e non da lei, in ragione degli accordi presi con la referente dell’associazione. L’affermazione ci sembrava subito molto strana, perché fino a quel momento IRINA ci aveva detto il contrario, e cioè che la decisione dipendeva dall’Istituto. In effetti sapevano già che ad esempio a Giampaolo e Patrizia, conosciuti nel precedente viaggio, era consentito far uscire il loro bambino dall’orfanotrofio, in ragione delle intese con il loro referente. In ogni caso, facciamo buon viso a cattivo gioco e lasciamo perdere. Patty intanto si pappa voracemente il suo yogurth quotidiano ed il succo di frutta e lava i denti come una brava bambina. Verso le 17.30, mentre Mamma le stava sistemando i capelli, ci accorgiamo che dal suo orecchio sinistro cola una grande quantità di pus, tanto da indurci a chiamare subito OLGA (che sostituisce la direttrice ammalata) per farle notare la cosa. Affermando che l’avrebbe portata subito dal medico (dire medico è molto impegnativo!) ci obbliga ad andare via dall’orfanotrofio e ci allontaniamo molto preoccupati.
Torniamo a casa sconsolati e preoccupati, perché questa cosa può pregiudicare la partenza per Mosca e tra un cattivo pensiero e l’altro, ceniamo a stento.
Alle 19.10 telefona Irina affermando che la direttrice (menzogna, la direttrice non c’era) l’aveva chiamato per dirle che noi non saremmo dovuti andare l’indomani dalla bambina. La cosa mi fa incavolare notevolmente e le rispondo male, tanto che Irina chiude la conversazione. Alle 21.30 ci telefona la signora Carrese dall’associazione, chiedendoci cosa fosse successo ed alla quale spieghiamo il tutto. Andiamo a letto molto irritati.

Sabato 24.3.2007

Nottata pressoché insonne per la rabbia. Abbiamo realizzato che il problema all’orecchio della bambina (accerteremo in Italia che era una otite recidivante) capitava a fagiolo per i propositi di IRINA. Sospettiamo, come ci avevano più volte sussurrato altre coppie, e tra queste proprio Giampaolo e Patrizia, che ci vogliano trattenere oltre i tempi previsti e che proprio noi ne abbiamo dato il motivo. I russi infatti, per trattenere le coppie più a lungo con intento di spremerne ancora di più i portafogli, inventano storie e storielle. Nel nostro caso addirittura siamo stati noi stessi ad evidenziare un problema che avrebbe potuto compromettere e ritardare la data della partenza. Ma sicuramente se non ce ne fossimo accorti noi già ieri, o se non ci fosse stato questo problema all’orecchio della bambina, avrebbero inventato qualcos’altro. Alle 10 usciamo e mentre eravamo proiettati nelle più pessimistiche previsioni, telefona Irina dicendo che doveva venire a riscuotere il resto della mazzetta, pardon, dell’affitto. Dovendo prelevare denaro, naturalmente arriva puntualissima all’orario concordato, ed anche stavolta si cucca la bellezza di 1570 euro, compresi i soldi del servizio taxi con la sua auto. Pensare che c’era compresa la somma di 50 euro per lo spostamento da casa fino all’ufficio anagrafe, per raggiungere il quale ci aveva fatto impiegare 20 minuti scoprendo infine che l’ufficio era vicinissimo al nostro supermercato consueto dove andavamo a piedi. Ma tant’è…
Nella circostanza non facciamo alcun cenno a quanto accaduto ieri sera. Fissiamo comunque per lunedì per andare a ritirare il passaporto della bambina. Torniamo a casa, pranziamo con pasta al sugo di tonno ed andiamo a riposare. Nel pomeriggio rimaniamo a casa. Ormai poche ore ci separano dal momento in cui lasceremo questo postaccio schifoso e queste persone schifose, e non faccio altro che meditare su come riuscire a fare scordare alla mia bambina queste sue origini di m….
Ceniamo con pollo al forno con patatine e come sempre, dopo mangiato, guardiamo la TV. Essendo cambiata l’ora legale, restiamo a guardare la corrida fino alle 3 di notte.

Domenica 25.3.2007

Ci svegliamo alle 10.30. Mamma inizia a fare le valigie e questo la terrà impegnata praticamente tutto il giorno. A pranzo mangiamo tortelli di patate acquistati surgelati (che siano tortelli di patate lo scopriamo dopo cotti) conditi con il burro e mezza banana ciascuno. Nel pomeriggio andiamo a riposare e poi guardiamo la TV. Tra una sigaretta ed un telefilm si fa ora di cena e diamo fondo alle provviste mangiando bastoncini di merluzzo (forse), broccoletti lessi, pane abbrustolito con formaggio fuso. Dopo cena i soliti programmi televisivi e nella disperazione più totale, guardiamo perfino carabinieri 6, che si rivela quella grande str…. Che immaginavo. Alle 00.30 spegniamo tutto: se Dio vuole, è l’ultima notte a Rostov, salvo sorprese…

Lunedi 26.3.2007

Nottata molto agitata a causa dell’ansia da partenza, ansia per l’imminenza di diventare mamma e papà, ansia per aver trascorso l’ultima nottata senza ricevere calci e pugni nello stomaco o sugli stinchi, raffreddori, attacchi di tosse, “voglio l’acqua”, “devo fare la pipì”, ecc. ecc. ecc. Ci alziamo comunque alle 7.10 malgrado la sveglia fosse stata puntata alle 8. E’ una bella giornata e la teoria della domenica è confermata (dal lunedì al sabato bello e la domenica di m…). Con Irina abbiamo appuntamento alle 9 per andare a ritirare, come prima cosa, il passaporto di Patty. Naturalmente si presenta quasi alle 10, tra una perdita di tempo reale ed una inventata. E’ in compagnia di Lello perché anche loro non hanno potuto avere il loro bambino in anticipo e quindi si sono dovuti dividere: Stefania in taxi all’orfanotrofio di Vladimir (che si trova in un’altra città) e Lello per gli ultimi adempimenti burocratici. Andiamo all’ufficio Emigrazione e tutto sommato facciamo in fretta, ma uscendo, appena risaliti in auto, Irina riceve una telefonata: dall’orfanotrofio le comunicano (ma guarda un po’…) che la bambina ha l’otite e quindi il pediatra (non esiste un pediatra in quella struttura, come non esistono cartelle cliniche ecc.) sconsiglia la partenza in aereo. E’ un fulmine a ciel sereno. Resto immobile e muto per un paio di minuti almeno e poi esplodo: la bambina, viva o morta, parte oggi con noi, minacciando non ricordo neanche più che cosa! La mia esplosione di rabbia evidentemente sortisce l’effetto, perché Irina ci accompagna a casa a prendere le valigie, ritorna dopo una mezz’oretta (sempre insieme a Lello), passiamo a fare una commissione per lei e quindi arriviamo all’orfanotrofio. Irina ci fa aspettare in disparte e va a parlare con la direttrice e dopo una decina di minuti, miracolosamente, ci dicono che tutto sommato la bambina non sta così male e può partire. Nell’ufficio della direttrice sopraggiunge quindi Patty che spogliamo completamente (è previsto dal loro protocollo, non possono portarsi via nulla!) rivestendola con gli indumenti che abbiamo portato da casa. La bambina si vede che è frastornata, il momento che ha forse desiderato per tutta la vita è arrivata, ma non riesce a rendersene conto. Chissà se ricorderà, un giorno, questo momento bellissimo ma allo stesso tempo molto triste. Riusciamo a stento a farle salutare la direttrice e l’assistente sociale Olga, che le consegna una scatola con le matite colorate. In fretta e furia (l’aereo sarà già a bordo pista) risaliamo sull’auto di Irina e sempre in compagnia di Lello ci dirigiamo verso l’aeroporto, dove troviamo già Stefania e Vladimir ad attenderci. Lungo il tragitto faccio una serie di telefonate per dare la notizia ai parenti. Nella telefonata con il neo fratello Daniele, allora di 27 anni, si commuove e piange. Telefono anche al mio collega Marini che ha incassato, in tutti questi mesi di lunga attesa, i miei stati d’animo. Ultimate le operazioni di imbarco, saliamo a bordo del Tupolev che mette inquietudine solo a vederlo (all’interno somiglia ai vecchi autobus degli anni ’60) e con soli 10 minuti di ritardo, alle 12.25, decolla.
Durante tutto il viaggio Patty si mostra molto tranquilla ed interessata, sbircia continuamente dall’oblò e solo in paio di occasioni sembra sul punto di mettersi a piangere, ma le lacrime vengono subito rintuzzate da una manciata di caramelle che abbiamo di scorta.
Pranziamo a bordo ed Patty sembra gradire quello che Aeroflot sul Don (costola di Aeroflot per i viaggi nazionali) ci offre.

L'arrivo a Mosca

Atterriamo a Mosca alle 14.40 circa e riusciamo subito a prelevare i bagagli. Ad attenderci c’è Nickolas, il marito di Tania che avevamo già conosciuto sempre qui a Mosca al nostro arrivo, ormai quasi un mese fa. Tutti stipati (noi ed i Casalino con rispettivi bagagli) dentro la sua monovolume, veniamo prima accompagnati da Tania che bombardiamo di domande ed alla quale consegniamo i documenti affidatici da Irina, quindi raggiungiamo, dopo circa 40 minuti di tragitto sempre con Nickolas, l’albergo Sputnik, nelle vicinanze di Piazza Gagarin che qui in Russia è un eroe nazionale. Fatte le registrazioni alla reception, con notevole difficoltà di reciproca comprensione, raggiungiamo la camera 727 che ci assegnano (i Casalino quella vicina, la 729), al 7° piano di 15 complessivi. Sistemati i bagagli andiamo a cambiare 50 euro (a 34,55 rubli, molto buono), poi facciamo un po’ di spesa da tenere in frigorifero (acqua, brioscine, ecc.) facendo anche una piccola passeggiata esplorativa nei dintorni, anche allo scopo di individuare un ristorante dove cenare. Quello dell’albergo infatti ci appare eccessivamente sofisticato e ne temiamo il costo, anche perché tra un salasso e l’altro non ci sono rimasti molti soldi e dobbiamo prevedere di poter fronteggiare eventuali esigenze. In ogni caso con i bambini piccoli, soprattutto Vladimir, non è il caso di andare, anche perchè Patty è troppo scatenata. I Casalino decidono di arrangiarsi con quello che hanno a disposizione, mentre noi andiamo al vicinissimo ristorante italiano (si fa per dire…) che si chiama PIZZA AMORE. Ci mettiamo a tavola ed ordiniamo una pizza margherita ed un piatto di rigatoni all’amatriciana. Patty mangia un po’ di pizza ed un po’ di pasta e si disseta con un bicchiere d’acqua con cannuccia annessa. La cena si rivela più movimentata di quanto previsto: la bambina si alza continuamente dal tavolo, va a curiosare nei tavoli vicini, abbraccia affettuosamente e si mette a chiacchierare con altri commensali mentre noi non capiamo niente di quello che dice. Non possiamo neanche rimproverarla perché temiamo le reazioni dei russi che, come noto, non vedono di buon occhio le adozioni da parte degli stranieri. Torniamo in albergo pagando un conto di 690 rubli, non pochi per quello che abbiamo mangiato. In albergo restiamo a chiacchierare con i Casalino fino alle 23 circa. Quando andiamo a letto, per la prima volta con la nostra bambina in quello che è un letto ad una piazza e mezza circa, assaggiamo le gomitate ed i calci di Patty che è evidentemente abituata a dormire da sola. Durante tutta la notte si agita e si lamenta e questo contribuirà a farmi alzare con il mal di schiena.

Martedi 27.3.2007


Ci alziamo alle 8 circa dopo una nottata pressoché insonne. Si fa colazione con yogurt e succhi di frutta e, manco a dirlo, mi faccio fare una bella puntura di Voltaren e Muscoril di cui per fortuna sono munito, a causa di un forte dolore alla schiena che rischia di bloccarmi, con le conseguenze che si possono immaginare… Patty prende l’antibiotico per l’otite (il compressone da mezzo chilo che le hanno dato a Rostov) e Mamma l’Oki per il mal di testa (ne prenderà un’altra bustina dopo pranzo). A metà mattino andiamo a fare una passeggiata abbastanza lunga con i Casalino ed alle 12.30 circa andiamo a mangiare al ristorante Pizza Amore, dove ordinare e consumare si rivela un’impresa più ardua della sera precedente. Patty è più scatenata del solito. Anche impedendole di alzarsi, trova il modo di versare l’acqua, di sporcarsi con la pasta, di sbriciolare i grissini con le dita, ecc. ecc. Dopo pranzo torniamo subito in Albergo dove Patty le busca, si mette a letto e dorme tranquilla (quasi) fino alle 17 circa. Io e la bimba scendiamo giù nella hall dove poi ci raggiunge Mamma. Usciamo per fare una passeggiata, andiamo in un giardinetto vicino e facciamo un po’ di spesa in un piccolo e vicino supermercato. Torniamo a depositare la spesa in albergo e Mamma ne approfitta per telefonare a casa utilizzando la scheda internazionale acquistata al mattino. Alle 19.50 usciamo nuovamente per andare a comprare da mangiare e consumare in albergo. Troviamo, a pochi passi, un casotto dove vendono piccoli calzoni rustici, kebab ed altri prodotti di rosticceria compreso il pollo alla brace. Compriamo alcune cosette e torniamo in albergo. Per strada dobbiamo impedire più volte ad Patty di raccattare cose che mette in bocca, conserva in tasca ecc. Dopo cena, consumata con voracità, Patty inizia a fare capricci e monellerie di vario genere, tanto da arrivare a prendere la 2° razione di sculaccioni della giornata. Alle 23 circa si mette a letto e si addormenta quasi subito.

Mercoledì 28.3.2007

In nottata la bambina ha fatto la pipì a letto e ce ne accorgiamo alle 5.30. La laviamo ed asciughiamo e ci rimettiamo a dormire nel letto umido, per svegliarci alle 8 circa. Facciamo colazione ed aspettiamo i Casalino con i quali poi andiamo fare una passeggiata e qualche foto nei pressi del monumento a Gagarin. Al ritorno passiamo dall’albergo e poi andiamo a pranzo al Pizza Amore, dove stavolta Patty fa, più o meno, la brava bambina. Incontriamo anche un’altra coppia di italiani, toscani, in Russia con l’Ariete. Il pranzo stavolta ci costa 820 rubli. Tornati in albergo riposiamo per circa un’ora e mezza. Poiché il mal di schiena non diminuisce ed abbiamo anche finito le siringhe, Mamma va da sola a fare un po’ di spesa ed in farmacia, mentre io faccio fare qualche esercizio ad Patty. Restiamo in camera e nella hall fino all’ora di cena ed andiamo a comprare da mangiare alla rosticceria già provata ieri sera. Compriamo le stesse cose e torniamo a mangiare in camera, quindi scendiamo nella hall per trascorrere un po’ di tempo ancora. Oggi Patty ha parlato con la nonna e con il fratello.

Giovedì 29.3.2007

Anche oggi è una bella giornata. Mi sveglio di botto alle 8.10 perché sento puzza di fumo, di bruciato. Mi precipito fuori dalla camera (noi siamo al 7° piano!) ma non vedo nulla. Aspetto un poco e controllo il vano scale (dove stanno le vie di fuga) per capire se sta succedendo qualcosa ma non accade nulla, quindi mi tranquillizzo e ritorno in camera dove nel frattempo anche Patty si è svegliata. Dopo colazione scendiamo nella hall dove Mamma ci raggiunge dopo qualche minuto. In questo lasso di tempo facciamo conoscenza con Leonardo, incontrato ieri, ed apprendiamo che lui e la moglie sono di San Giovanni Valdarno. Racconta dei problemi incontrati con l’Ariete e con il bambino che hanno adottato. Verso le 9.50 ci raggiunge Lello con la moglie e subito dopo arriva Mamma. Vladimir ha qualche linea di febbre per cui Mamma e Stefania risalgono in camera a misurare la temperatura al bambino con il termometro che noi, prudentemente, abbiamo portato da casa: Vladimir ha 38° di temperatura. I Casalino decidono quindi di rimanere in hotel mentre noi tre, con Patty già sculacciata per le sue continue monellerie, decidiamo di prendere il filobus nr. 33 per andare in centro. Paghiamo 50 rubli e scendiamo nei pressi della Piazza Rossa, che giriamo in lungo e largo scattando numerose fotografie. Alle 12 circa, localizzato un McDonald, entriamo per pranzo. Patty si comporta benissimo, mangia tutto e sta quieta. Alle 13 andiamo alla fermata del filobus dove aspettiamo un bel po’ prima che passi. Finalmente, dopo circa un’ora di attesa riusciamo a prenderlo e le poche persone che viaggiano sul filobus mi consentono di fare altre fotografie al panorama. Alle 14.30 circa scendiamo allo Sputnik e ci dirigiamo in albergo dove la bambina si addormenta subito. Se tutto va bene, domani a quest’ora potremo essere all’aeroporto, ma non ci contiamo troppo. Patty dorme fino alle 16.30; quando si sveglia ci vestiamo ed andiamo a fare una passeggiata fino al vicino centro commerciale che ci aveva indicato Leonardo, che però vende solo capi d’abbigliamento e qualche altra cosa, ma non alimentari. Torniamo quindi verso il minimarket già conosciuto dove acquistiamo acqua e frutta. Rientrati in hotel aspettiamo che si facciano le 20 ed andiamo a comprare da mangiare: kebab per me, coscia di pollo per Patty che se la gusta fino all’osso, ed una specie di schiacciatina al formaggio per Mamma. Dopo cena la bimba si scatena, non ubbidisce, fa un sacco di capricci e di evidenti consapevoli monellerie, e quindi le prende di brutto a più riprese. Verso le 23 andiamo a letto sfiniti.

Venerdi 30.3.2007

Ci svegliamo alle 9, ma stanotte alle 4 abbiamo dovuto cambiare la bambina perché aveva fatto la pipì a letto. E’ evidente che per lei l’enuresi notturna è una costante, ed è altrettanto evidente che è abituata a dormire nel letto bagnato perché certamente dove stava prima nessuno si preoccupava di cambiarla durante la notte. Stamattina comunque sembra più calma. E’ una bella giornata come le altre ma siamo in apprensione perché dovremmo partire ma non abbiamo avuto ancora nessuna notizia, almeno non prima delle 14. Vladimir tra l’altro ha ancora la febbre. Facciamo la doccia e lo shampoo a Patty e poi usciamo io e lei per consentire a Mamma di fare le altre cose con calma. Ad ogni buon conto infatti stiamo preparando i bagagli. Io e Patty rimaniamo sul pianerottolo a giocare, poi fa anche un puzzle ed io mi dedico alle parole crociate (non smetterò mai di ringraziare la Settimana Enigmistica, di cui avevo portato numerose copie dall’Italia, che avevo comprato per settimane e settimane, prima di partire, conservandole per portarle con me in Russia). Alle 12.30 arriva Tania per vedere come sta Vladimir, quindi decide di chiamare un pediatra che dopo aver visitato il bambino, conclude che non ha nulla. In effetti da lì a poco gli sparisce anche la febbre. Per tutto il pomeriggio Tania resta in albergo con noi. Secondo quanto dice, la partenza è rimandata perché dalla Commissione Adozioni non è arrivato il Nulla Osta all’ingresso in Italia, che deve essere obbligatoriamente inviato all’Ambasciata d’Italia a Mosca. E’ un susseguirsi di telefonate con l’Ariete (io parlo con la Scigliano, psicologa dell’associazione) che garantisce l’invio della documentazione alla Commissione. Telefono quindi alla Commissione Adozioni e al secondo tentativo riesco a parlare con il Dr. TOTA, il quale garantisce l’immediata trattazione della pratica non appena gli perverrà, comunque entro un’ora. Ma sarà tutto tempo perso: dall’Ariete inviano la documentazione alle 15 ora del Colosseo, alle 16 la C.A.I. trasmette tutto all’Ambasciata a Mosca ma, per effetto del fuso orario, qui a Mosca sono già le 18 e quindi gli uffici dell’Ambasciata sono chiusi. Secondo me era tutto calcolato. L’associazione infatti aveva già da giorni la documentazione, ma l’ha trasmesso solo all’ultimo minuto. Ciò determina il differimento della partenza almeno fino a lunedì. Sconsolati e rassegnati, ci prepariamo ad affrontare l’ennesimo fine settimana in questo postaccio. Tania modifica le prenotazioni aeree con l’agenzia di viaggi e la partenza viene fissata per lunedì alle 17.50. Alle 19 Tania, dopo aver ricevuto tutte le nostre perplessità circa l’accaduto, se ne va. Noi andiamo a fare un po’ di spesa con i pochi soldi che ci sono rimasti e che speriamo siano sufficienti per pagare il conto con questi altri 3 giorni di permanenza. Quando torniamo dal minimarket ci fermiamo nella hall e, sorpresa, vediamo che Tania esce dall’ascensore scendendo dal 15° piano, dove sono situati gli uffici direttivi dell’Hotel e la stessa agenzia di viaggi. La sua espressione è particolarmente soddisfatta ma diventa di sconcerto quando si accorge della nostra presenza. Intuiamo, e lei intuisce che abbiamo intuito, che è andata a riscuotere la sua quota (tangente, direi) per gli ulteriori 3 giorni di nostra permanenza. Alle 20, scoraggiati e depressi, andiamo a comprare da mangiare che, stasera, ci sembra ancora peggio del solito. Duole pensare, tra le altre cose, che tutta questa manfrina era evidentemente concordata (o comunque tollerata) con l’Ariete. Dopo cena, alle 23.15, andiamo a letto.

Sabato 31.3.2007

Ci svegliamo alle 9 circa, ma anche stanotte verso le 3 abbiamo dovuto cambiare Patty perché aveva bagnato il letto di pipì. Dopo la doccia cerco di far fare dei compitini alla bambina che però si mostra restia e svogliata Dopo numerosi tentativi Patty le prende di santa ragione e solo allora si convince che è meglio scherzare poco. Alle 13.30 andiamo a cambiare 50 € (cambio 1 €=34,65 rubli) e poi al ristorante. Patty fa la brava e mangia un piatto di spaghetti con l’olio, dal momento che da un paio di giorni fa la popò troppo morbida Alle 14.45 siamo già di ritorno in camera dove io e la bambina ci addormentiamo fino alle 17. Quando ci svegliamo stiamo un po’ con i Casalino sul divano del corridoio (Vladimir ha di nuovo la febbre) e tra una cosa e l’altra si fanno le 20.15. Usciamo ed andiamo a comprare per cena che consumiamo in camera: pane con pomodoro fresco e formaggio). Dopo cena telefoniamo alla nonna e a Daniele e quindi usciamo nel corridoio dove ci mettiamo a giocare. Quando la bambina inizia di nuovo a essere insofferente e capricciosa, le faccio ascoltare la sua voce registrata sul lettore MP3. Diventa un angioletto quando la metto a sentire la musica con le cuffiette. La terapia sembra funzionare, tanto che Patty fa molti meno capricci del solito. Alle 23.15 spegne finalmente i fanali.


Domenica 1.4.2007

PESCE D’APRILE: siamo ancora qui! Mi sveglio alle 7.15 con un attacco di diarrea causato non solo dall’alimentazione ma anche dalla rabbia per essere ancora qui. Mamma e Patty si svegliano invece alle 9 passate. Stranamente, stanotte non ha fatto la pipì a letto. Dopo colazione la bambina si mette a fare i suoi compitini senza fare storia che finisce in men che non si dica. Quindi usciamo ed andiamo a fare una passeggiata nei ressi del vicino monumento a Gagarin, dove c’è un piccolo mercatino e dove facciamo anche un po’ di spesa per la cena di stasera. Torniamo in albergo alle 12 circa dove troviamo i Casalino con i quali andiamo a mangiare al Pizza Amore, dove pranziamo per l’ultima volta prima della partenza. Mangiamo pasta al pomodoro e penne all’arrabbiata. Alle 13.30 torniamo in albergo dove io e Patty facciamo un pisolino fino alle 16. Appena sveglia la piccola fa merenda e colora i disegni del suo album. Alle 18 circa usciamo a fare una breve passeggiata e poi ci sistemiamo nella hall. Quando Patty comincia a fare troppo l’esuberante e non ubbidisce (si affaccia da una balaustra che sporge sul piano interrato dell’hotel), me la riporto in camera dove la rimprovero severamente. Così facendo si fanno le 20.30 e ceniamo: stasera ancora pane, formaggio e pomodoro fresco. Terminata cena torniamo nel salottino del corridoio delle nostre stanze dove a causa delle sue monellerie ed evidenti dispetti, Patty le prende a più riprese di santa ragione. Alle 23 siamo a letto ed inizia l’ultima delle notti da trascorrere a Mosca, con Patty nel mezzo del letto.

 

Martedì 2.4.2007

Sveglia alle 8.30 e telefonata a zio Benito per annunciare il nostro presumibile arrivo. Patty dorme ancora perché stanotte è stata più terribile del solito, con calci, pugni e gomitate a non finire. Quando si sveglia sono ormai le 10 e constatiamo che ha fatto ancora una volta la pipì a letto, anche se all’1.45 l’avevo svegliata per fargliela fare. Restiamo in camera fino alle 11.40 circa e poi scendiamo nella hall. Dopo pochi minuti arriva Nickolas, il tassista, che carica i bagagli in auto e con il quale ci dirigiamo all’Ambasciata dove incontriamo Tania che ha già ritirato il visto d’espatrio della bambina. Durante il tragitto Patty vomita, sicuramente soffre il ma d’auto. Alle 13circa andiamo a cambiare 500 € che ci serviranno per pagare i biglietti aerei ed il cambio di prenotazione. Quando arriviamo all’aeroporto il Banco Alitalia è chiuso e ci aspettiamo pazientemente ad aspettare le 15 che riapra. Quando finalmente apre facciamo il cambio prenotazione per noi ed il biglietto per la bambina. L’attesa all’aeroporto è stato più snervante del previsto ma ormai siamo agli sgoccioli. Effettuate le operazioni di check-in e consumati alcuni panini, riusciamo a ricambiare in euro i rubli rimasti e con gli spiccioli acquisto una stecca di sigarette marca pallmall slim, cioè quelle che ho fumato per circa un mese. Dopo il check-in facciamo il controllo passaporti e quindi andiamo ad attendere il nostro volo (AZ-549 ALITALIA) che è segnalato con un’ora di ritardo. Restiamo fino alle 18.40 (dalle 17) ad aspettare l’imbarco e quando saliamo a bordo, volente o nolente, su un aereo che batte Bandiera Italiana, mi sento quasi a casa e mi commuovo. Alle 19 (ora di Mosca) decolliamo. Il volo si svolge regolarmente ed alle 21 (stavolta ora italiana) atterriamo a Fiumicino. Le difficoltà però non sono ancora finite. Pensavamo di poter passare tranquillamente la dogana di casa nostra ma così non è. La Polizia di Frontiera deve controllare i nostri documenti e soprattutto ricevere assicurazione, tramite la C.A.I., della regolarità dei documenti della bambina. Il personale della Polaria è cortese e la loro comprensiva disponibilità mitiga l’ulteriore e tutto sommato non previsto disagio. Usciti dall’aeroporto prendiamo il trenino che ci condurrà fino alla fermata in cui ad aspettare troviamo il carissimo zio Benito. In auto ci accompagna a casa sua dove abbiamo appena il tempo di andare in bagno e la bambina di ricevere il primo uovo di Pasqua della sua vita Assieme all’uovo di Pasqua anche un bel pupazzone di Winny the Poh. Saliamo sulla nostra auto rimasta ad aspettarci per un mese nel garage di zio Benito e ci mettiamo in viaggio verso Firenze. Ma non abbiamo ancora percorso neanche una ventina di km. che la bambina, colta da un attacco di mal d’auto (ma probabilmente anche a causa delle porcherie mangiate per cena sull’aereo), si vomita addosso e sul sedile. La bambina è sinceramente dispiaciuta di averci procurato questo fastidio, non capisce ancora che per amor suo sopporteremo questo ed altro. Dopo averla cambiata al volo sulla corsia d’emergenza ed aver asciugato alla meno peggio il sedile, ci rimettiamo in viaggio. Arriviamo a Firenze che sono oltre le due di notte. Quando Mamma e la bambina entrano a casa, Patty vede per la prima volta quella che per un bel po’ sarà la sua cameretta, sistemata come l’avevamo lasciata un mese fa, aspettando questo momento. Ci aspetta tanto lavoro per farla crescere serenamente e per farle dimenticare quanto di brutto ha finora vissuto. Non sarà facile e sappiamo già che ci saranno anche momenti di scoraggiamento, ma abbiamo fiducia nella nostra bambina: saprà compensarci con il suo affetto e con il suo bene.

EPILOGO

Siamo adesso nel mese di Gennaio 2009, e sono trascorsi 22 mesi da quel primo giorno a Firenze.
Ha frequentato per un paio di mesi una scuola materna dove ha imparato a socializzare con gli altri bambini, ha capito perfettamente che esistono delle regole che bisogna rispettare anche se, come tutti i bambini di questo mondo, ogni tanto fa le sue brave monellerie. I primi tempi sono stati terribili perché non ci capivamo, ma pian piano Patty (da quando siamo tornati in Italia la chiamiamo con il suo vero nome senza vezzeggiativi) ha compreso che le vogliamo un bene dell’anima. A luglio 2007 ci siamo trasferiti in Puglia e la bambina ha festeggiato già due compleanni con noi, ha imparato a parlare italiano perfettamente, a settembre 2007 è stata battezzata e adesso frequenta la 2° elementare. Quest’anno scolastico lo frequenta in un’altra scuola perchè le maestre della scuola dove ha frequentato la 1° non si sono rivelate all’altezza della situazione. Quello della prima elementare è stato un anno poco tranquillo, abbiamo faticato (soprattutto Mamma) tutti i santi pomeriggi per compensare l’inefficienza delle maestre. Per fortuna abbiamo raggiunto quei minimi risultati che adesso, cambiando scuola e maestre, le permettono di stare al passo con i suoi compagnetti. Ha fatto amicizia soprattutto con Chiara, che è diventata la sua amichetta del cuore ma che adesso frequenta meno, anzi non più... Altre amichette le stanno intorno e le vogliono tanto bene, come Claudia, Morena, Elisa ma soprattutto Simona, queste ultime anche più grandicelle. Sono appena trascorse le vacanze di Natale (il 2° Natale con noi) e tanti altri ne trascorreremo insieme

Patty ha finalmente la sua mamma ed il suo papà. Ha finalmente la famiglia che in tanti le volevano negare!

Puoi scegliere di tornare alla home page oppure andare alla prima parte di questo diario, in ogni caso non dimenticare di leggere questa poesia

 

 

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