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Bere Comune – Evita la plastica, usa la borraccia!

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«L’acqua è un dono e chi progetta di trasformarla in merce da tubo o da bottiglia sta rubando ai poveri per vendere ai ricchi»
(dal brano Regola acquea di Marco Paolini e Mercanti di Liquore)

Chi vuole privatizzare l’acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni.” (Erri De Luca).

Ogni nostro gesto può fare la differenza. Se poi diventa ‘contagioso’ e incide sugli stili di vita, può davvero diventare decisivo. Siete mai andati a una manifestazione, ad un concerto? Avrete visto il tappeto di plastiche usa e getta che rimane. Perché pulire se possiamo evitare di sporcare?

Avete mai chiesto in un bar una bottiglia da mezzo litro d’acqua? Vi sembra un prezzo equo? Ha senso usare per pochi minuti un imballaggio in plastica che ha un costo ambientale molto alto per essere prodotto, trasportato e … riciclato? Possiamo farne a meno? La risposta è sì.

L’impegno di ogni singolo non è mai irrilevante!

Basta prendere una piccola abitudine, portarsi sempre dietro un contenitore riutilizzabile che potrà essere riempito in qualunque fontanella pubblica, rubinetto, o anche nei bar (basta chiederlo).

Avremo evitato al Pianeta lo spreco di risorse, e avremo regalato a noi stessi un pizzico di contagiosa consapevolezza.

Quando vedete qualcuno spendere al cinema o ad un concerto 2 euro per una bottiglietta usa e getta di acqua minerale, che magari ha viaggiato per centinaia di km su camion, fate un gesto concreto: ditegli di smettere.

Bere comune rappresenta un’evoluzione delle campagne Imbrocchiamola lanciata da Altroconsumo, e della campagna Porta la Sporta per fare la spesa e i propri acquisti, che recita non a caso: “Perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare anche cento anni?”.

Oltre alla sporta, avere con sé una borraccia, un bicchiere componibile, un termos, è un gesto di pace e di rispetto verso un diritto inalienabile dell’umanità: l’acqua.

Questa iniziativa non ha referenti, non ha regole, non costa nulla ed è molto semplice: richiede una diffusione orizzontale basata sul passa parola e sull’imitazione.

Per i più creativi può essere fonte… di ispirazione!

Bere comune è per tutti, è un diritto, vuol dire compiere un gesto concreto a favore della salvaguardia dell’unico Pianeta che abbiamo.

Un’altra piccola tessera del mosaico nell’avvicinamento al referendum sull’acqua in cui deve trionfare il sì.

Articolo tratto da Berecomune.it

Mario Monfrecola, webmonster di faccebook.eu, il blog dei “mostri”

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