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Borsite – cause e rimedi

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Borsite
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La borsite è un’infiammazione della borsa sierosa di un’articolazione, un sacchetto pieno di liquido che serve da cuscinetto ammortizzatore dei tendini o anche dei muscoli.

Nei tempi passati alle borsiti si davano nomi fantasiosi: il “ginocchio della lavandaia” era causato dal fatto che le lavandaie, per lavare i panni, passavano molto tempo inginocchiate; il “gomito dello studente” veniva a chi trascorreva le notti con i gomiti puntati su una scrivania; “pietre della pietà” si chiamavano invece i depositi di calcio che si formavano all’interno delle borse delle ginocchia di chi stava in chiesa a pregare davanti alle statue dei santi.

Oggi le situazioni sono cambiate, ma la borsite continua ad affliggere intere categorie di lavoratori: idraulici, posatori di pavimenti, muratori. La spalla è l’articolazione più colpita, seguono poi il gomito, il ginocchio e la caviglia.

Come si manifesta

La borsite acuta insorge improvvisamente. Sull’articolazione si presenta un rigonfiamento, spesso vistoso, di consistenza molle ed elastico al tatto.
Spesso il dolore è forte e il movimento è impedito. Nei casi più gravi si formano all’interno della borsa depositi di calcio che provocano una sofferenza intensa.
In seguito agli attacchi acuti si può instaurare una borsite cronica. Il dolore è continuo come pure la limitazione dei movimenti.

Le cause più frequenti

Di solito la borsite è causata da uno sfregamento continuo e prolungato dell’articolazione, altre volte può essere dovuta a una lieve lesione della membrana che circonda l’articolazione oppure essere la conseguenza dell’artrite. Anche un forte colpo di freddo può provocare l’infiammazione della borsa.
Secondo alcuni naturopati, inoltre, anche l’allergia ad alcuni alimenti può favorire questo tipo di infiammazione.

Quando rivolgersi al medico

Se la borsite si cronicizza è bene rivolgersi a un medico per cercare di risolvere il disturbo. Il medico potrà sollecitare con un ago i cristalli di calcio che si sono depositati all’interno della borsa per frantumarli. Il flusso del sangue provvede poi a rimuovere il calcio; in tal modo il dolore viene eliminato.

Come si affronta

Il trattamento delle borsiti si può dividere in due momenti principali.

Con il riposo e l’esercizio

Nella prima fase, caratterizzata da dolore acuto, l’articolazione deve essere completamente immobilizzata con una fasciatura perché l’infiammazione non peggiori. In genere il dolore comincia a diminuire dopo 4-5 giorni.

Durante la seconda fase si deve cercare di recuperare l’uso dell’articolazione con esercizi lenti e graduali. Nei primi tentativi può essere necessario muovere il braccio malato con l’aiuto di quello sano. Se si tratta della spalla, si inizierà a fare oscillare il braccio in ogni direzione. Gli esercizi non devono durare più di 1-2 minuti, ma vanno ripetuti più volte nell’arco della giornata.

Se necessario, un terapeuta può aiutare la persona a riacquistare il movimento dell’articolazione. Trascurando di esercitare l’articolazione si rischia che si formino delle aderenze che la paralizzano, riducendola all’immobilità. Quella che i medici chiamano “spalla congelata” è un esempio di articolazione bloccata.

Con l’idroterapia

Nella prima fase della malattia, quella acuta, sono utili applicazioni fredde di ghiaccio che riducono il dolore e rafforzano il tono muscolare.
Una volta passata la fase acuta, l’applicazione di impacchi caldi aiuta il recupero della mobilità delle articolazioni.
L’aggiunta di sostanze vegetali rende ancora più efficace l’azione del calore.

L’impacco di consolida maggiore:

mettete 200 g di foglie fresche della pianta in un tegame e copritele appena di acqua fredda; portate a ebollizione e fate cuocere per 5 minuti. Se non riuscite a trovare le foglie fresche, potete usare anche le foglie secche o le radici tritate. Togliete il tegame dal fuoco, lasciate intiepidire, prendete le foglie (o le radici), spremetele, mettetele tra due garze e applicatele sulla parte infiammata fino a quando non si sono raffreddate. Se dovesse apparire una lieve irritazione, ungete la pelle con un po’ di olio extravergine di oliva o di mandorle dolci. Ripetete l’applicazione due volte al giorno, fino a miglioramento.

L’impacco di semi di lino:

versate 500 ml di acqua bollente su 100 g di farina di semi di lino. Mescolate fino a ottenere un impasto di consistenza cremosa. Aggiungete qualche goccia di olio extravergine di oliva o di olio di mandorle dolci. Fate intiepidire il composto e distribuitelo su un panno di lino o di cotone precedentemente riscaldato nel forno. Ripiegate il panno e ponetelo sulla parte dolorante per circa 15 minuti. Ripetete l’applicazione due volte al giorno, fino a miglioramento.

Con l’alimentazione

I naturopati consigliano un’alimentazione a base di alimenti crudi e di frutta e verdura che contengono flavonoidi, sostanze antinfiammatorie. La dieta è indicata soprattutto se la borsite è la conseguenza di una malattia reumatica come l’artrite o l’artrosi.

Con gli integratori

Vitamina B12:

secondo i risultati di alcuni studi iniezioni intramuscolari di vitamina B12 risultano particolarmente efficaci nel ridurre i dolori causati dalla borsite.
Nel caso di pazienti con depositi calcarei nella borsa si è potuto constatare un notevole riassorbimento delle calcificazioni. Le iniezioni, nelle dosi concordate con il medico, vanno praticate giornalmente nei primi sette giorni di trattamento e poi 2-3 volte alla settimana, fino a miglioramento. La cura va fatta sotto stretta sorveglianza medica.

Con la fitoterapia

Versate 200 ml di acqua calda a 90 °C (senza farla bollire) su 10 g di sommità fiorite di Spiraea ulmaria, coprite, lasciate riposare per dieci minuti e filtrate. Bevetene 3 tazze al giorno, fino a miglioramento. L’acqua non deve bollire altrimenti l’acido salicilico presente nella pianta evapora. In alternativa, potete prendere 40 gocce di tintura madre di Spiraea ulmaria, tre volte al giorno, fino a miglioramento. A differenza di altri antinfiammatori, la pianta non ha effetti irritanti sulla mucosa dello stomaco.

Con l’omeopatia

Per quanto riguarda i rimedi omeopatici, si consiglia di consultare un omeopata: le varie scuole, infatti, non sono concordi nel definire il tipo di diluizione e, quindi, il dosaggio. Inoltre, proprio nel caso della borsite, che è un disturbo complesso, va effettuata una terapia legata alle cause del malessere e alle caratteristiche fisiche e psichiche della persona. Prima di una visita medica è preferibile evitare di autoprescriversi farmaci omeopatici per non modificare il quadro dei sintomi. Nel caso in cui ci si trovi di fronte a un attacco acuto di borsite e non si riesca a contattare il medico, si consigliano i seguenti rimedi da adottare nelle prime 48 ore. Nel caso di infiammazione acuta con rigonfiamenti, senso di calore e di dolore: Apis mellifica 4CH e Bryonia alba 4CH, 2 granuli due volte al giorno per ciascun rimedio, assunti in modo alternato, fino a miglioramento. Oppure Apis mellifica D6 e Bryonia alba D6, 2 gocce due volte al giorno per ciascun rimedio, assunti in modo alternato, fino a miglioramento.

Le borsiti dei piedi

Scarpe poco adatte possono essere la causa di dolorose borsiti ai piedi. La borsite dell’alluce, comunemente detta “cipolla”, può creare un rigonfiamento di notevoli dimensioni e spingere il dito del piede verso le altre dita.

La borsite del calcagno è spesso associata a un’infiammazione del vicino tendine di Achille. In entrambi i casi la causa sono le scarpe con la punta troppo accentuata, i tacchi troppo alti oppure con la parte posteriore della scarpa, quella che avvolge il tallone, troppo bassa.
Nei casi più lievi è sufficiente cambiare il tipo di scarpe, indossandone un paio più comode a punta quadrata, con tacco basso e con la parte posteriore abbastanza alta in modo che il calcagno non sfreghi continuamente sulla tomaia.

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