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La (non) logica dei telegiornali

Ore 20,00 di qualche sera fa, accendo la tv e tento di guardare il TG1. Non desidero discutere la “linea editoriale” scelta dal direttore, ciò che mi lascia basito è la sequenza con la quale vengono trasmesse le notizie.

In pratica, quale è la logica seguita dall’anchorman?

Io proprio non comprendo il telegiornale: la prima notizia, in genere, è la più importante della giornata (secondo il direttore), seguono quelle relative alla politica e alla cronaca, chiude lo sport e quasi sempre una notizia “leggera” per non deprimere eccessivamente lo spettatore.

Questo schema trasforma il telegiornale in una mitragliatrice di comunicazioni drammatiche in cui chi guarda la TV non ha il tempo di assimilare una notizia che subito viene sopraffatto da un nuovo tragico annuncio.

E’ proprio questo stato d’animo ho provato qualche sera fa mentre la conduttrice del Tg1 annunciava, dopo la pagina politica, che in provincia di Roma un aereo ultraggero era caduto; il pilota ed il passeggero purtroppo erano deceduti.

Senza un servizio né ulteriore commento, la conduttrice passò alla successiva notizia di politica estera: in Libia erano morte un numero imprecisato di persone durante uno scontro a fuoco tra l’esercito di mercenari di Gheddafi ed i ribelli …

Amen.

Sono rimasto stupito chiedendomi che senso avesse avuto annunciare il decesso di due esseri umani in seguito ad un incidente aereo liquidando la notizia in pochi secondi.

Il dramma di due famiglie sbattuto in un TG senza nessun significato, nemmeno un ricordo delle vittime, un video, una testimonianza … in pratica la news-flash lanciata come una “comunicazione di servizio” tra una crisi di governo ed una guerra, un modo per spezzare il discorso dando la possibilità alla conduttrice di girarsi col busto verso un’altra telecamera variando la posizione rispetto allo spettatore e permettendo così di cambiare “pagina” al TG.

Dopo i morti in Libia seguirono altri “piccoli” drammi di cronaca per poi chiudere con una ricetta pasquale in onore delle tradizioni culinarie italiane.

Lo “stile” del TG1 appena descritto è lo stesso seguito da tutte le altre testate giornalistiche della RAI e Mediaset.

A mio avviso, fa eccezione solo Sky TG24 non tanto per i contenuti ma per aver introdotto l’interattività: l’utente con il telecomando può scegliere quale notizia vedere tra quelle proposte selezionando l’argometno (politica, le news in primo piano, lo sport …).

E’ già una piccola rivoluzione rispetto ai TG classici dai palinsessti statici ma comunque non mi soddisfa appieno. L’unico media che realizza totalmente la mia sete di notizie è, ovviamente, Internet.

Forse potrei cambiare idea solo se al posto dei vari Minzolini, Mimun, Riotta, Orfeo ci fosse un direttore del calibro di Guglielmo il dentone.

Mario, webmonster di faccebook.eu – il blog dei mostri – www.mariomonfrecola.it

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