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Le rotonde secondo gli italiani

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Diciamolo chiaramente: sono in pochi gli automobilisti ad aver capito come comportarsi nelle rotonde. Certo, buona parte di responsabilità la si può attribuire alla legge, al Codice della Strada per essere più precisi, che non disciplina in maniera chiara ed univoca le regole di comportamento da doversi tenere.

Mancando dunque una norma precisa alla quale riferirsi, la disciplina è affidata agli artt. 143 e 144 del Codice della Strada (posizione dei veicoli sulla carreggiata e marcia per file parallele). Ma bisogna innanzitutto fare una distinzione in relazione alla segnaletica all’ingresso delle rotonde.

Essendo ormai assimilato il concetto che “… chi si trova all’interno della rotonda ha la precedenza pur provenendo da sinistra” (e questo mi sembra chiaro), va tuttavia riaffermato il concetto che al segnale di “STOP” il veicolo DEVE arrestarsi.

Fermo restando che in caso di rotonde senza segnaletica di STOP od obbligo di precedenza, la precedenza (appunto) va a sinistra, poniamo il caso che due veicoli si affaccino contemporaneamente ad una rotonda ove esiste lo STOP per entrambi.

Chi passa per primo?

In Italia, è chiaro, il più furbo (o colui che si crede tale) passa per primo, ma la regola generale dell’obbligo di precedenza a destra varrebbe anche in questo caso.

Infatti se io giungo alla rotonda dove è presente il segnale di stop (o di precedenza) e dall’ingresso alla mia destra non c’è nessuno, assolto l’obbligo di arresto o di rallentamento, impegno la rotonda e da quel momento, ma solo da quel momento, ho la precedenza.

Nel caso in cui giungo alla rotonda con segnale di STOP o di precedenza contemporaneamente ad altro veicolo dalla mia destra, avendo l’obbligo di fermarmi ho il dovere di dare la precedenza a destra.

In buona sostanza, quando si arriva in una rotonda bisogna dare la precedenza ai veicoli che provengo da sinistra SOLO se questi hanno già impegnato la rotonda stessa, ed a destra ai veicoli che ancora non si sono immessi.

Giusto per la puntualizzazione, negli U.S.A. i conducenti che alle rotonde non rispettano l’obbligo di STOP (anche se solo per un istante), sono soggetti al ritiro della patente.

Ma nella realtà cosa succede?

Soprattutto quando il volume del traffico è elevato da una sola delle direzioni, tutte le autovetture che sopraggiungono non rispettano l’obbligo di STOP o di precedenza e quindi tutti gli altri sono costretti a rimanere fermi perchè diventa impossibile impegnare la rotonda.

A questo punto è ovvio che nel caso di incidente stradale all’interno di una rotonda sarebbe difficile far valere le proprie ragioni. E’ infatti successo più volte che automobilisti che, correttamente, si erano fermati allo STOP e constatato che la rotonda era libera, si siano scontrati con autovetture che, seppur vero provenivano da sinistra, erano sopraggiunti ad alta velocità senza osservare obbligo di rallentamento o di STOP.

E quindi in quel caso le compagnie di assicurazioni tendono a far valere il principio del 50% di responsabilità che a mio giudizio non è corretto.

La stessa ricostruzione della dinamica spesso non è cosa semplice da parte degli operatori di polizia, vuoi perchè i mezzi vengono spostati, vuoi perchè non è possibile rilevare tracce di frenata (come nel caso di strada bagnata).

E allora come tutelarsi?

Innanzitutto andrebbero chiariti gli aspetti comportamentali già in sede di riformulazione del Codice della Strada, fornendo un indirizzo chiaro ed univoco.

Le scuole guide dovrebbe spendere un po’ più del loro tempo per spiegare il funzionamento agli aspiranti neo patentati, andrebbero aggiornati anche gli stessi operatori di polizia che, spesso, non hanno le idee molto chiare neanche loro (ho provato per curiosità a chiedere ai vigili urbani del mio comune che sono cascati dalle nuvole) e, soprattutto, andrebbero intensificati i controlli stradali nelle rotonde proprio per sanzionare gli automobilisti più scorretti (quelli che in realtà si credono più furbi degli altri).

E infine, per tutelarsi in sede di contenzioso in caso di incidente stradale, anche installare delle telecamere on-board che documentino la dinamica.

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