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Terza raccolta di aforismi

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201) Solo gli imbecilli non si sbagliano mai.

202) Bellezza é l’eternità che si contempla in uno specchio; e noi siamo l’eternità, e noi siamo lo specchio.(Gibran)

203) L’uomo sereno procura serenità a sè e agli altri. (Epicuro)

204) Nemo propheta in patria – Nessuno è profeta nella sua patria. (Vangelo)

205) Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verita?. (A. Schweitzer)

206) Come dice il teorema di Pinocchio: “L’uomo non è di legno”. (Anonimo)

207) Chè perdere tempo a chi sa più spiace. (Dante Alighieri)

208) Non riesco a persuadermi che, per aver ragione, si debba a tutti i costi avere l’ultima parola.(Joan Jacques Rousseau)

209) L’invidia viene distrutta dalla vera amicizia, e la civetteria dal vero amore. (Francois de La Rochefoucauld)

210) L’amore non è dipendenza, ma dono che ci fa vivere…Solo se viviamo nel modo giusto l’uno con l’altro e l’uno per l’altro, la libertà può svilupparsi. (…) Se noi viviamo contro l’amore e contro la verità – contro Dio -, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo.(Benedetto XVI – 8 dic 2005)

211) Quello che vediamo dipende principalmente da quello che stiamo cercando. (John Lubbock)

212) Il movimento, avvicinandosi al traguardo, è più veloce. (Proverbio)

213) La vacanza è il tempo più nobile dell’anno, perchè è il momento in cui uno si impegna come vuole col valore che riconosce prevalente nella sua vita. (Luigi Giussani)

214) Alla fine, tutti quelli che nella vita si devono incontrare, si incontrano. (Lino Jannuzzi, giornalista)

215) Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice. (Charles Bukowski)

216) I giovani non sono sospettosi, perché di male non ne hanno ancora visto molto. Sono fiduciosi, perché non hanno avuto ancora il tempo di essere ingannati. (Aristotele 384 – 322 A.C.)

217) Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano. (Henry Ford)

218) … Ci vuole un gruppo di amici anche più radicale, un gruppo di amici che ti portano sempre al cuore della questione, cioè un’amicizia disinteressata fino in fondo…. (Enzo Piccinini)

219) Considerate la vostra semenza: Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza. (Dante Alighieri, “Inferno” Canto XXVI ‘Ulisse’)

220) Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo? (Gandhi)

221) L’io, essendo rapporto con l’infinito, può sostenere, adattarsi ad un compito, rassegnarsi ad un compito, può accettare un compito con tutti i suoi limiti solo se lo scopre come step, come passo al destino. (Luigi Giussani, pag.272 “Dal temperamento un metodo” BUR 2002)

222) Non fuggiremo davanti a loro, anzi, li fronteggeremo con tutto il coraggio, l’energia e la determinazione di cui siamo capaci. Ma non li odieremo, anzi, non ci stancheremo di sforzarci di far loro capire che tutto l’impegno dell’Italia, compreso il suo coinvolgimento militare, è orientato a salvaguardare e a promuovere una convivenza umana in cui ci siano spazio e dignità per ogni popolo, cultura e religione. (Cardinale Ruini)

223) La libertà non è altro che l’occasione di migliorare. (Albert Camus)

224) Molti conoscono il celeberrimo esempio che viene utilizzato per contestare chi afferma che l’Universo si sia formato per evoluzione casuale, cioè a CASO. E più facile si dice che uno scimmia, battendo a casaccio su una macchina per scrivere, componga una frase sensata piuttosto che si formi per caso una sola cellula. Ma chi nega l’esistenza di Dio, e dunque la Creazione, può sempre rispondere che sarà pur difficile, ma teoricamente non impossibile, e quindi nessuno può negare con certezza che il caso sia all’origine dell’Universo. Bene, il fisico israeliano Gerald L. Schroeder ho calcolato che la probabilità che una scimmia, pestando a casaccio con le dita su una macchina per scrivere, riesca a sfornare un sonetto di Shakespeare, è di “una su 10 seguito da 689 zeri”. Per capire quanto è smisurato questo numero, si pensi che dal Big Bang fino ad oggi, cioè da 15 miliardi di anni fa alle nove di questa sera, è trascorso un numero di secondi pari a 10 seguito da appena 18 zeri. Anche la matematica, stando a quel fisico, prova che all’origine dell’Universo c’è la Creazione.

225) Chi muore per la libertà del proprio paese non visse invanamente.

226) Il più disgraziato degli uomini è quello che non sa sopportare la disgrazia. (Biante)

227) I discepoli perseveravano nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù… È la prima immagine della Chiesa intorno alla Vergine Maria.(A.D. Sertillanges)

228) I poeti immaturi imitano; i poeti maturi rubano; i poeti mediocri deturpano ciò che prendono, mentre i bravi poeti lo trasformano in qualcosa di meglio, o almeno in qualcosa di diverso. (Thomas Stearns Eliot)

229) Ma anche in una dittatura, in un totalitarismo, le persone possono trovare spazi di benessere e gioia intensa nel campo in cui non arriva il potere. Per esempio quando amano e sono riamati. (Fransesco Alberoni, Sociologo)

230) Sono rimasta bambina, occupandomi solo di cogliere fiori, i fiori dell’amore e del sacrificio, per offrirli al buon Dio e fargli piacere.(Teresa di Lisieux)

231) Il problema morale vero è essere fedele alla vocazione che esistenzialmente e storicamente ti è stata data. È il problema più grosso. (Luigi Giussani, pag.144 “Dal temperamento un metodo” BUR 2002)

232) È curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore.(Giacomo Leopardi)

233) …durante l’apparizione – e solo in quel lasso di tempo – essi non manifestano alcuna sensibilità agli stimoli anche di tipo doloroso… (Antonio Socci – Mistero Medjugorje – pag.96-97)

234) L’amicizia è il più perfetto dei sentimenti perchè è il più libero. (Lacordaire)

235) Il problema della vita è se c’è qualcosa di positivo. (Giancarlo Cesana)

236) La grandezza della vita (senza della quale non c’è respiro) sta nella scoperta del proprio nulla e del suo divenire strumenti di Dio. Cristo “prende” noi: per gli altri, il mondo”. (Don Giussani 1979)

237) Tutte le cose che ora si credono antichissime furono nuove.(Publio Cornelio Tacito)

238) I Salesiani dell’Istituto Pio XI di Roma accolsero e salvarono ben sessanta BAMBINI ebrei nel biennio 1943-1944, durante l’occupazione tedesca della capitale. Un rabbino dell’esercito francese, Andre Zaoui, scrisse a Papa Pio XII, il Pontefice che i laicisti accusano di connivenze con il Nazismo, per ringraziarlo della protezione che i Salesiani accordarono ai bimbi ebrei. Don Armando Alessandrini, allora Prefetto degli studi dell’Istituto salesiano, al rabbino che lo ringraziava rispose con un semplice “Non abbiamo fatto che il nostro dovere”. Dunque gli Ebrei, riconoscenti, nell’immediato dopoguerra e per gli anni successivi, memori del pericolo scampato grazie all’aiuto della Chiesa, ringraziarono Pio XII. Molti, oggi, ebrei e non, dimentichi dei fatti, lo accusano.

239) Una cosa ben detta conserva il suo sapore in tutte le lingue. (John Dryden (1631 – 1700))

240) Helena Kowalska…suora prendendo il nome di Maria Faustina… l’esperienza mistica che le è dato di vivere, segretamente, fino al momento della morte (5 ottobre 1938) è semplicemente sconvolgente. Mentre viveva nel convento di Cracovia… un giovane minatore e studente andava ogni mattina a pregare nella chiesa che stava a due passi da Faustina. Quel giovane era Karol Wojtyla. Sarà lui a canonizzarla il 30 aprile del 2000. Per Papa Wojtyla quella timida ragazza polacca la cui esistenza lui sfiorò a Cracovia, è stata scelta da Dio per rivelare al mondo un “segreto” assolutamente sconvolgente… per papa Wojtyla.. la chiave di lettura …di tutta l’intera vicenda umana…La quotidiana, continua vicinanza fisica di Gesù, il loro cuore a cuore, descritto nel Diario che scrisse per volontà di Gesù stesso lasciano senza parole. E’ come se Dio avesse voluto dirci, con questa inaudita cronaca, che Egli è qui, ora, ascolta ogni palpito del nostro cuore, ogni grido, soffre di ogni nostra meschinità, per ogni vita disperata e perduta, accorda grazie immense per il più piccolo gesto d’amore che facciamo verso di Lui. E’ un Dio che si strugge perché gli uomini conoscano l’abisso della Sua misericordia e della sua compassione… Wojtyla ricorda che l’esperienza mistica della ragazza polacca si svolse proprio “nel tempo in cui nacquero e si svilupparono quelle ideologie del male che furono il nazismo e il comunismo. Suor Faustina divenne la banditrice dell’annuncio secondo cui l’unica verità capace di controbilanciare il male di quelle ideologie era che Dio è misericordia, era la verità del Cristo misericordioso… Fu come se Cristo avesse voluto rivelare che il limite imposto al male, di cui l’uomo è artefice e vittima, è in definitiva la Divina Misericordia…Dio sa sempre trarre il bene dal male… Il patrimonio della sua spiritualità (di Faustina, ndr) ebbe – lo sappiamo per esperienza – una grande importanza per la resistenza contro il male… Il mistero pasquale conferma che il bene, in definitiva, è vittorioso; che la vita sconfigge la morte e sull’odio trionfa l’amore”…il papa volle ripetere le parole che Gesù diceva alla ragazza: “L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia”. E il pontefice aggiunse: “Il messaggio della divina misericordia è così anche un messaggio sul valore di ogni uomo. Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio, per ciascuno Cristo ha dato la sua vita, a tutti il Padre fa dono del suo Spirito e offre l’accesso alla sua intimità”. Una volta Gesù promise a Faustina una particolare predilezione per la Polonia da cui avrebbe tratto la scintilla che doveva preparare gli ultimi tempi. Con la canonizzazione di suor Faustina il Papa istituì la festa della Divina misericordia per la domenica successiva alla Pasqua. Quest’anno tale festa cade… il 3 aprile. E proprio nelle ore della Divina misericordia il papa polacco sta nascendo alla vita vera. Curiosa e straordinaria coincidenza. “L’ultima ora è piena di Misericordia per noi”, scrisse Helena-Faustina. E’ venuta lei stessa a prendere per mano quel giovane studente di Cracovia, poeta e operaio, che ha portato nel mondo l’abbraccio della Misericordia di Dio. (Antonio Socci – Il Foglio – 03.04.2005)

241) L’unico atto degno di un uomo che ci sia rimasto di questi tempi è quello d’inginocchiarsi davanti a Dio. (dal diario di Hetty Hillesum, 23 luglio 1941, ebrea morta ad Auschwitz)

242) Vieni in questa compagnia! Se tu ti immedesimi in questa compagnia, la tua fisionomia, il tuo carattere, la tua personalità rivive, rinasce; scopri di sentire, di fare, di capire cose che non avresti mai pensato (soprattutto nelle cose solite si capisce questo, perché si capiscono, dalle cose solite, cose che non si sarebbero mai pensate: “ma guarda com’è bello! Per duecento volte l’ho letto e non mi sono neanche accorto! (Luigi Giussani, pag.8 “Dal temperamento un metodo” BUR 2002)

243) Credetemi, se un uomo parla delle proprie disgrazie, in esse c’è qualcosa che non gli è sgradevole. (Samuel Johnson)

244) Il lavoro delle nostre menti, dei nostri cuori, delle nostre mani – i nostri risultati, le nostre opere, il nostro opus – non sarà anch’esso in qualche modo reso eterno, salvato? (Teilhard de Chardin, L’ambiente divino)

245) I concetti creano gli idoli, solo lo stupore conosce. (Gregorio di Nissa) (Antonio Socci – Uno strano cristiano – pag.54)

246) In te c’è più di quanto tu non sappia figlio dell’Occidente cortese. (J.R.R. Tolkien)

247) Una delle disavventure delle persone molto intelligenti è di non poter fare a meno di capire tutto: i vizi non meno che le virtù. (Honoré de Balzac)

248) Oggi quando si vuole condannare una proposizione non si dice che è falsa o illogica o errata; si dice che è SUPERATA, sorpassata, attardata, vecchia. Non canta tanto la verità, quanto la formulazione recente. Pare che le idee, come le uova, debbano essere di giornata”. (Cardinale Giacomo Biffi, citato in Tommaso Toschi in L’Osservatore Romano, 20/21 gennaio 1997).

249) Gioire di tutto è anche essere felice di poco.

250) I codardi muoiono mille volte, i coraggiosi una volta sola.

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