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Vogliamo lo spread a ZERO!

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E’ notizia di ieri 25 febbraio 2016 che nella birra tedesca sono stati rinvenuti diserbanti ritenuti cancerogeni. E non si tratta di aziende del fai-da-te o di piccoli produttori, si tratta di grandi marche, conosciute in tutto il mondo.

Dopo lo scandalo della Volkswagen, marchio simbolo dell’industria germanica, messo a tacere grazie all’influenza politica della signora Merkel che tiene in mano le redini dell’Europa e con la complicità dei governi di Francia ed Italia, ci mancava solo lo scandalo della birra, altro prodotto simbolo made in Deutschland.

Ma cos’è successo esattamente?

Leggendo i quotidiani nazionali di stamane (quelli che ne parlano ovviamente, non quelli “allineati”) si apprende che l’Istituto per l’ambiente di Monaco, effettuando dei test su alcuni dei più prestigiosi marchi di produttori di birra, ha rilevato la presenza di una sostanza, il diserbante glifosato, utilizzato come diserbante in agricoltura.

Questo erbicida è stato classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo” dall’organismo internazionale Iarc (International Agency for Research on Cancer).

Da wikipedia traiamo la seguente definizione del glifosato: “…è un diserbante sistemico di post-emergenza non selettivo (fitotossico per tutte le piante). A differenza di altri prodotti, viene assorbito per via fogliare (prodotto sistemico), ma successivamente traslocato in ogni altra posizione della pianta per via prevalentemente floematica. Questo gli conferisce la caratteristica di fondamentale importanza di essere in grado di devitalizzare anche gli organi di conservazione ipogea delle erbe infestanti, come rizomi, fittoni carnosi ecc., che in nessun altro modo potrebbero essere devitalizzati.”

L’Italia è il paese che più di ogni altro al mondo utilizza il glifosato in agricoltura. Si calcola che ne vengano impiegati diverse tonnellate all’anno.

Già, l’Italia, nazione così attenta (vien da ridere solo a scriverlo) ne utilizza tonnellate quando paesi considerati del “terzo mondo” lo proibiscono.

Si pensi che è stato vietato nello Sri Lanka e ad El Salvador. In Europa invece solo una restrizione, nei Paesi Bassi, che vieta l’utilizzo per scopi privati consentendolo invece per scopi professionali (pensa un po’…).

Ovviamente le associazioni di Mastri Birrai tedeschi sono insorte contro questa notizia definendola “assurda”. Ma assurdo è, signori miei, che continuiate a credervi padroni dell’Europa e delle sue regole.

Ricordate che la guerra l’avete persa (anzi, le avete perse tutte e due), quindi toglietevi dagli zebedei, perchè noi vogliamo lo SPREAD A ZERO!!

E in ultimo, andate pure a quel paese voi ed il vostro OKTOBER FEST del menga. Non ci sono mai venuto per non lasciare una lira nelle vostre tasche e adesso, a maggior ragione, mi bevo la Birra di casa mia, prodotta a casa mia e anche se fosse fabbricata alla stessa maniera, almeno i soldi che spendo resterebbero a casa mia.

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