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Globalizzazione e capitalismo

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Globalizzazione
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Dalla fine del 1400, in concomitanza con la scoperta dell’America, si verifica, per certi aspetti, il primo episodio di GLOBALIZZAZIONE riconducibile al capitalismo commerciale – manifatturiero e quindi al commercio triangolare. Questo commercio è chiamato “triangolare” per i tre “scali” che le navi dovevano compiere e che assomigliano ai vertici di un triangolo.

Le navi partivano dall’Inghilterra vuote, arrivavano in Africa e, dopo essersi riempite di schiavi neri, andavano in America, qui i sopravvissuti erano venduti come schiavi nelle encomiendas e le navi erano caricate di materie prime con meta Inghilterra dove sarebbero state lavorate.

Encomienda era un sistema di lavoro spagnolo che premiava i conquistatori con il lavoro di particolari gruppi di soggetti. Fu fondato per la prima volta in Spagna in seguito al recupero cristiano dei loro territori sotto il dominio musulmano (noto come Reconquista) e fu applicato su scala molto più ampia durante la colonizzazione spagnola delle Americhe e delle Filippine spagnole.

Elisabetta la Grande

E’ con il regno di Elisabetta la Grande che l’Inghilterra, fino a poco prima, secondo la definizione di Kulischer, “al margine del mondo civile”, diventa una potenza in ascesa. Essa inizia infatti ad usare a pieno ritmo i numerosi e splendidi porti liberi dai ghiacci da Dover a Plymouth e controlla in modo autonomo i suoi commerci senza più bisogno della intermediazione dei mercanti tedeschi dell’Hansa né di quelli italiani. Elisabetta la Grande svolge inoltre una politica estera estremamente decisa: decide di contrastare la Spagna e così facendo assicura all’Inghilterra un glorioso futuro di potenza navale. Infatti, dopo anni di ostilità, la Spagna di Filippo II passa all’attacco diretto: il “casus belli” è la decapitazione della fervente cattolica Mary Stuart, regina di Scozia e cugina di Elisabetta, ordinata da Elisabetta stessa.

La battaglia della Manica

Tuttavia nel 1588 le truppe Inglesi, grazie all’agilità delle loro imbarcazioni, sconfiggono nella Manica l’Invencible armada spagnola. Da questo momento l’Inghilterra diventa un’importantissima potenza navale, la cui espansione sarà contrastata solo a fine ‘800 quando il Kaiser di Germania Guglielmo II cerca di rivaleggiare in tale campo impostando una programma di armamento navale fatto di corazzate, cosa che porterà alla I guerra mondiale, scoppiata per molte concause, fra cui appunto la rivalità anglo/tedesca sui mari.

La Gentry e la Yeomanry

Si deve inoltre tener conto per l’epoca elisabettiana della rivoluzione della proprietà agricola inglese consistente nel superamento delle proprietà feudali e nella ridistribuzione delle terre che, in quanto “libere”, potevano essere vendute e affittate. Nascono da ciò due nuovi ceti sociali: la Gentry e la Yeomanry. I componenti della gentry sono appartenenti alla piccola nobiltà e si interessano però direttamente alle loro terre; gli Yeomen, di origine borghese, sono i fittavoli, cioè coloro che prendono in affitto un pezzo di terra e lo coltivano.

Il sistema capitalistico

Tutti adottano un sistema capitalistico: investono capitali nel terreno e nelle innovazioni agricole dando luogo alla possibilità di trasferimento di capitali sempre maggiori, accumulati in agricoltura, nel settore della nascente manifattura (e poi industria). Si creano, così, le prime compagnie mercantili e, quindi, una fitta e agevole rete di trasporti: in tale periodo, come dice K. Marx, l’Inghilterra accumulò velocemente i capitali, andò avanti al resto di Europa, diventò un “modello classico del capitalismo”.

La morte di Elisabetta

Con la morte nel 1603 di Elisabetta la Grande si esaurisce la dinastia dei Tudor e salgono al trono gli Stuart. Sotto il regno di Giacomo I, figlio di Mary Stuart e già re di Scozia, viene riunito sotto un unico sovrano il così detto sacro trifoglio: Inghilterra, Scozia, Galles. Le vicende dell’Inghilterra degli Stuart, e cioè la prima Rivoluzione inglese con la quale viene ucciso per la prima volta ufficialmente un re- Carlo I (1649) e quelle della seconda Rivoluzione, che manda in esilio gli Stuart restaurati e pone sul trono la dinastia degli Orange, lungi dall’indebolire l’Inghilterra, la rafforzano politicamente, tanto che tale stato si presenta sulla scena del Settecento come il più moderno di Europa, dotato di una Costituzione (consuetudinaria) che fissa molto precisamente i rapporti fra i vari poteri ed istituzioni. Non è un caso perciò che proprio in Inghilterra avvenga la prima rivoluzione industriale, resa possibile dall’abbondanza di materie prime, quali il carbone e la lana, dalle innovazioni tecniche (spoletta volante, telaio, filatoi sempre più perfezionati, macchina a vapore), dall’abbondanza di forza lavoro salariata disponibile e dal fatto che i capitali accumulati in agricoltura (dove era avvenuta una rivoluzione agricola di vasta portata che aveva determinato una produzione assai allargata) furono dirottati verso la nascente industria.

 

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