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Anoressia – disturbo dell’età moderna

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L’anoressia, il rifiuto di mangiare, è una malattia che si sta diffondendo nei paesi industrializzati, dove si calcola che l’1-2% delle ragazze soffra di questo disturbo.

Alcune categorie sono più a rischio di altre: l’anoressia è maggiormente diffusa tra le modelle, le ballerine e le atlete; in genere, colpisce le ragazze che sono molto preoccupate del loro aspetto.

Circa il 40% di queste riesce a guarire definitivamente, mentre il 60% passa attraverso fasi alterne: ci sono periodi durante i quali il loro comportamento è normale e altri durante i quali il rifiuto del cibo ritorna.
 
Chi è affetto da anoressia, quasi sempre giovani donne, è ossessionato dalla propria figura, si immagina sempre sovrappeso, anche quando ciò non corrisponde assolutamente alla realtà. Per dimagrire, l’anoressica digiuna e, quando si concede un’occasionale abbuffata, vomita per liberarsi del cibo, comportamento conosciuto come bulimia, disturbo frequentemente connesso all’anoressia.

Inoltre abusa di lassativi, privando il corpo di potassio; di conseguenza, il cuore si indebolisce, a volte irrimediabilmente, tanto che quasi tutte le persone anoressiche rischiano una morte prematura. Segnali di anoressia sono il collo gonfio, la perdita dello smalto dei molari, l’apparizione sul volto di capillari rotti, la pressione bassa e l’accelerazione del battito cardiaco.

Il digiuno prolungato porta la persona a pesare anche meno di 30 kg; le donne smettono di avere le mestruazioni e, nei casi più gravi, si deve ricorrere al ricovero in ospedale e all’alimentazione per via endovenosa.

Come si manifesta

Le cause più frequenti

Gli studiosi non sanno ancora per quale precisa ragione si diventi anoressici. Varie ipotesi sono state avanzate. Per alcuni, l’anoressia è il segno di un profondo disagio psicologico, causato dalla percezione sbagliata dell’immagine del proprio corpo.

Spesso la persona anoressica ha difficoltà a stringere amicizie, teme l’incontro con estranei, ha un difficile rapporto con la madre. Secondo altri studiosi, l’anoressia è dovuta a un disturbo dell’ipofisi, la ghiandola che produce le gonadotropine, gli ormoni che regolano il ciclo mestruale. A prova di questa ipotesi, c’è il fatto che l’assenza delle mestruazioni spesso precede il rifiuto del cibo o permane molto dopo il recupero del peso. Studi recenti hanno messo in risalto il fatto che, nelle persone che soffrono di anoressia, vi è una grave mancanza di zinco, che potrebbe essere alla base del comportamento anoressico.

Come si affronta:

Con la psicoterapia

L’intervento degli psicoterapeuti può risultare utile, soprattutto se viene fatto su tutta la famiglia e non solo sulla persona che soffre di anoressia. Le relazioni familiari che si instaurano sono infatti molto importanti nel trattamento di questa malattia.

Con l’espressione artistica

È bene incoraggiare la persona anoressica a esprimere se stessa attraverso la pittura, la musica, il teatro o anche solo semplicemente tenendo un diario.

Con gli integratori

Si consigliano dosi massicce di integratori multivitaminici (l00 mg al giorno), di selenio (200 mg al giorno), di zinco (50 mg al giorno). È necessario ricorrere a dosi elevate perché, a causa delle condizioni della persona che soffre di anoressia, gli integratori passano velocemente attraverso l’intestino e non vengono assimilati compiutamente. Sono consigliate anche altre integrazioni a base di fermenti lattici, utili per ricostruire la flora batterica distrutta dai lassativi, di vitamine del complesso B, per evitare il rischio di anemia, e di vitamina C, per aumentare le difese immunitarie.

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