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Come diventare un buon conversatore

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Come diventare un buon conversatore.

Sono passati ben 85 anni da quando Dale Carnegie, nel 1936, pubblicò il suo famoso libro How to Win Friends and Influence People.

Ed a ben guardare, seppur si possano trovare, diremmo ovviamente, delle argomentazioni ormai un po’ antiquate, colpisce quanto, ed al contrario, ve ne siano tantissime sempre attuali.

Oggi proveremo a fare un piccolo sunto (molto sunto) senza pretesa di dare suggerimenti.

Trarremo solo spunto dalla lettura di Carnegie ed anche da altri libri (tra i quali “Come parlare con chiunque e di qualsiasi cosa” di Leil Lowndes e “Never Eat Alone” di Keith Ferrazzi), per affermare quanto sia efficace la comunicazione se si comprende come comportarsi con l’interlocutore, mettendolo a proprio agio a vantaggio di entrambi.

In un prossimo articolo proveremo poi ad approfondire l’argomento.

La regola principale: sii un buon ascoltatore!

È banale, ma molte persone se ne dimenticano. Le persone amano parlare di se stesse, dei loro progetti, degli episodi della loro vita e delle loro esperienze, che sono felici di condividere.

In una conversazione, devi sapere quando stare zitto ed ascoltare e quando dire invece qualcosa o fare una domanda pertinente.

Esistono numerose tecniche per aiutarti a imparare ad ascoltare:

1) Prendi appunti.

Quando una conversazione mostra informazioni difficili da ricordare (ad esempio, alcuni nomi, cognomi, numeri di telefono o indirizzi di aziende), annotali.

L’interlocutore sarà lieto di vedere che il suo discorso è trattato con tanta attenzione, e gli appunti presi potranno esservi utili in seguito per chiedere qualcosa o per rivolgere la conversazione ad un altro argomento.

Se lo scrivi sul telefono, poi pronuncialo, altrimenti l’interlocutore potrebbe giustamente pensare che lo stai ignorando.

2) Non credere di sapere tutto.

Provare a finire il pensiero dell’interlocutore, perché sai cosa dirà dopo oppure interrompilo a metà frase con l’esclamazione “Ho capito!”, non è solo una cattiva idea, ma una forma assolutamente negativa e maleducata.

Le persone non apprezzano di  essere interrotte, e le loro conclusioni potrebbero essere diverse da quelle alle quali siamo giunti noi.

3) Non esitare a mostrare le tue conoscenze.

Tutto dovrebbe essere fatto con moderazione; quindi, mentre cerchi di spegnere il “so tutto”, non dimenticare che hai anche qualcosa da dire e magari da condividere.

Se comprendi l’essenza del discorso in termini generali, non esitare a dire (cercando di non interrompere) “Sì, capisco”, ma dopo puoi fare domande chiarificatrici per chiarire finalmente a te stesso l’immagine di tutto ciò che ha stato detto.

È meglio chiedere di nuovo che ottenere una percezione sbagliata delle parole dell’interlocutore o, in generale, un pasticcio nella tua testa da ciò che senti.

4) Le risposte affrettate alle domande sono da evitare.

Le risposte snocciolate ancor prima che la domanda sia completamente formulata, danno l’impressione che tu non stia seguendo il ragionamento proposto.

Inspira, espira e poi rispondi.

Questo ti farà sembrare più fiducioso e l’interlocutore capirà che hai preso tempo per ponderare la sua domanda e soppesare le tue parole.

5) Fare attenzione alle parafrasi.

Una parafrasi è una ripetizione di una parte di ciò che ha detto il tuo interlocutore. Questa è una buona tecnica, ma dovrebbe essere usata con estrema cura.

Non ripetere parola per parola ciò che ha appena detto il tuo interlocutore.

Puoi, ad esempio, pronunciare una parte dell’ultima frase con un’intonazione interrogativa, magari per indurre la persona a una spiegazione più dettagliata, ma solo se necessaria a comprenderne meglio il pensiero.

Questo non solo indicherà che sei un ascoltatore attento, ma in questo modo potrai anche chiarire sottilmente i punti che non capisci.

______________________

Come detto prima, torneremo sull’argomento quando finiremo di leggere Dale Carnegie.

Nel frattempo, volendo, puoi dare un’occhiata a questi articoli pubblicati tempo fa:

Tecniche della Comunicazione parte prima  – parte seconda – parte terza

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