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Il frutto degli sportivi

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Spesso prugne e susine vengono confuse. In realtà si tratta di due varietà diverse di frutta, ma in realtà sia le “prunus domestiche (susine europee) che le “prunus salicina (susine cino-giapponesi) hanno le stesse proprietà organolettiche.

Le prugne, a seconda della varietà, hanno forma, dimensione, consistenza della polpa o della buccia e colore diverso. possono essere ovali o tonde, grandi o piccole, a polpa croccante o succosa, di colore viola, giallo, verdastro o rosso, con polpa filamentosa e sapore più o meno dolce (a volte anche aspro).

Susine e prugne contengono circa 40 Kcal per 100 grammi di prodotto e circa l’87% di acqua. Sono ricche di vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina C. Tra i sali minerali annoveriamo potassio, fosforo, magnesio e calcio. Sono inoltre ricche di antiossidanti che, com’è noto, agiscono contro i radicali liberi contrastando il processo di invecchiamento delle cellule umane. Costituiscono, insomma, una protezione per il nostro organismo.

Tuttavia qualche controindicazione la riscontriamo anche in questi frutti tipicamente estivi: per prima cosa risultano dannose per chi soffre di colite. Le prugne secche sono anche controindicate anche per chi segue diete ipocaloriche ed ai diabetici per l’altra concentrazione di zuccheri presente. Al contrario, risultano particolarmente benefiche a chi soffre di intestino pigro, agli anemici ed agli arteriosclerotici.

Sono anche particolarmente indicate in situazioni di stress o di affaticamento grazie alla loro proprietà energizzante. Grazie alla presenza di potassio poi, combattono la ritenzione idrica e stimolano la secrezione della bile.

Possedendo quindi notevoli proprietà toniche e depurative, apportano benefici alla cura delle unghie e dei capelli.

Le massaie quando le acquistano, dovrebbero badare che abbiano la buccia tesa, che abbiano raggiunto il livello di maturità pur conservando una consistenza soda ad una leggera pressione con le dita e, chiaramente, il colore deve essere lucido ed il picciolo fresco.

Quando si mangiano è necessario prestare attenzione al nocciolo, che non deve essere aperto, in quanto il processo chimico di idrolisi fa liberare acido cianidrico, che è una sostanza tossica.

Le prugne e le susine vanno mangiate fresche per beneficiare al meglio delle loro capacità nutritive. Si possono utilizzare per la decorazione di torte e crostate e con esse si preparano degli ottimi liquori, tra cui ovviamente la grappa. Le marmellate, le gelatine e gli sciroppi si possono anche conservare per il consumo nel periodo invernale.

Un ultimo accenno alle prugne secche che troviamo spesso già confezionate industrialmente. Ferma restando la possibilità di farle asciugare anche con processo casalingo, va detto che avendo una minore percentuale di acqua risultano più caloriche (fino a circa 200 kcal per 100 grammi di prodotto).

Per una ottimale consumazione si possono anche far bollire in acqua per essere poi mangiate insieme al liquido di cottura. Le proprietà antiossidanti delle prugne secche risultano essere anche superiori a quelle fresche e, dato il loro alto valore energetico, destinate al consumo da parte di atleti.

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