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Profumo fai da te? Ahiaiaiai

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Alzi la mano chi non si è mai “improfumato” prima di uscire di casa!

L’utilizzo del profumo, che non è per niente una prerogativa solo femminile, spesso diventa una necessità per molti.

Va subito detto che il profumo non è solo un prodotto di bellezza, per quanto tutti lo associamo ad un vezzo proprio dell’essere umano (specie occidentale), ma il suo utilizzo può avere risvolti terapeutici (pensiamo ai sali per far rinvenire una persona svenuta) ed il tipo di profumo utilizzato risvolti psicologici.

Pare che gli antichi Egizi ne facessero già largo uso 5000 anni fa, ma anche altre popolazioni mediterranee contemporanee o successive svilupparono notevoli capacità di produzione ed uso di questo tipo di cosmetico.

Inizialmente a base oleosa (per ragioni pratiche come la protezione dai raggi del sole), con la dominazione araba i profumi divennero a soluzione acquosa, data l’avversione dei musulmani per l’alcool.

Dopo questa breve introduzione per la quale si ringrazia, come sempre, Wikipedia, veniamo a qualche buon consiglio per tentare di produrne qualche boccetta in proprio senza alimentare quell’odiosa industria cosmetica della quale dovremmo diffidare, sia per le sostanze utilizzate sia per i modi in cui alcune aziende praticano la ricerca (leggete qui per farvi un’idea).

Acquistiamo in erboristeria degli oli essenziali in 3 note di profumazione (di base, media e principale) e prepariamo i seguenti ingredienti: 1/4 di tazza di vodka, della glicerina, 2 cucchiai di acqua.

Teniamo pronti anche un contagocce ed una bottiglietta di vetro con tappo.

Proviamo adesso a preparare il nostro profumo.

Degli oli essenziali acquistati scegliamo una fragranza per ogni profumazione.

Per quella di base possiamo provare la cannella, il sandalo o la vaniglia), per quella media citronella, geranio o chiodi garofano e per la principale lavanda, rosa, gelsomino, limone).

Poichè ogni fragranza può avere un effetto diverso a contatto con la pelle del nostro corpo, prima di proseguire sarebbe bene documentarsi su eventuali note allergiche conosciute per ogni tipo di profumazione. Andiamo avanti e scegliamo le nostre essenze…

Se volessimo ottenere un profumo orientale, quale profumazione meglio del sandalo?

Prendiamo dunque 5 gocce di questa essenza con il contagocce e versiamole nel 1/4 di tazza di vodka, aggiungiamo 3 gocce di chiodi di garofano ed infine 2 di lavanda.

Mettiamo tutto a riposare per qualche settimana (un riposo più lungo, circa un mese, comporterà una profumazione più intensa).

Trascorso il periodo deciso, aggiungiamo 2 cucchiai di acqua e mescoliamo, decidendo se aggiungere qualche altra goccia di acqua qualora il profumo risultasse troppo intenso.

Alla fine aggiungiamo qualche goccia di glicerina necessaria per la conservazione del nostro profumo.

Mescoliamo il composto e versiamo tutto in una bottiglietta di vetro munita di tappo, per la quale avremo avuto l’accortezza di metterla a bollire per qualche minuto per sterilizzarla.

Il nostro profumo è realizzato, potete dargli il nome che preferite e potrete utilizzarlo non solo per voi stessi (se vi piace perchè il risultato non è garantito), ma male che vada anche per profumare gli ambienti con dei diffusori di essenze.

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